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in attesa delle disposizioni regionali

Nutrie, prolungata l’ordinanza

Nutrie, prolungata l’ordinanza

Le norme per il controllo numerico proseguono fino a metà giugno

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L’ordinanza anti-nutrie del Comune di Ferrara è scaduta il 30 aprile, ma non per questo i “castoroni” possono tornare a dormire sonni tranquilli. In attesa dell’approvazione delle linee guida regionali sulla base delle quali ogni Comune dovrà redigere il proprio Piano di controllo, l’ordinanza sindacale emessa a fine gennaio è stata infatti prorogata fino al 15 giugno, confermando le disposizioni impartite a Polizia provinciale, Polizia municipale Terre Estensi, Corpo Forestale dello Stato e Prefettura di Ferrara. La necessità di una deroga è stata manifestata il 28 aprile durante una riunione in Prefettura, due giorni prima dello scadere dell’ordinanza.

Quest’ultima, che aveva innescato una catena di proteste che dal web era approdata ai media sotto forma di decine di mail-fotocopia, si era resa necessaria dopo la modifica della legge sulla protezione della fauna selvatica, che aveva appunto escluso la specie “Nutria Myocastor Coypus” dalle specie protette, e trasferito inoltre ai Comuni le competenze sul controllo della diffusione degli animali e sui risarcimenti danni alle aziende agricole, che prima erano in carico alle Province e alla Regione.

Un compito tutt’altro che semplice, se si pensa che il Piano di controllo regionale prevedeva, in tutta l’Emilia Romagna, un’azione di contenimento per una media di circa 60mila esemplari all’anno. Animali, peraltro, molto prolifici (poco meno di 14 nati per femmina), resistenti (privi di antagonisti naturali) e la cui presenza massiccia provoca danni alle colture, erosione degli argini con conseguente rischio idraulico e mette in pericolo l’esistenza di specie faunistiche autoctone e intere comunità biotiche. Fatte salve le sanzioni contro l’uccisione inutile e crudele di animali, l’ordinanza prolungata fino al 15 giugno conferma i metodi già individuati per il controllo numerico della specie e il personale autorizzato a metterli in pratica: l’abbattimento diretto con arma da fuoco, la cattura mediante gabbie-trappola e la successiva soppressione «con metodo eutanasico». Resta vietato l’uso di veleni e topicidi.

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