«Ogni ricercatore costa 800mila euro, deve restare qui»
«Se c'è una cosa che dovete fare è difendere il vostro Centro ricerche: un ricercatore è costato a chi paga le tasse 800mila euro, non facciamoli andare via». È stato questo il passaggio dedicato a...
«Se c'è una cosa che dovete fare è difendere il vostro Centro ricerche: un ricercatore è costato a chi paga le tasse 800mila euro, non facciamoli andare via». È stato questo il passaggio dedicato a Ferrara nel discorso che il segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo, ha tenuto ieri a oltre 200 lavoratori del polo chimico nella mensa aziendale. Un discorso in cui ha sparato ad alzo zero contro il governo attuale (ma anche quelli precedenti). «Renzi ci ha accusato di aver creato una distinzione tra lavoratori di serie A e di serie B, lui ha risolto il problema: oggi sono tutti di serie C. Sapete perché hanno chiamato con un nome inglese, Jobs Act, la riforma del lavoro? Perché in Inghilterra viaggiano sulla sinistra, ma la guida è a destra». Il numero uno Uil prevede un futuro in cui quasi nessun lavoratore sarà più garantito dall'articolo 18. «Ogni anno in Italia si firmano 8-9 milioni di contratti, per turn-over o anche semplice cambio di appalto: in poco tempo resteranno coperti da quelle garanzie solo i lavoratori di poche grandi fabbriche, ma anche quelli saranno a rischio. Che tutele crescenti ci sono?». Ha lanciato anche un allarme demografico. «Questo paese si avvia all'estinzione, ai giovani dobbiamo dare la speranza di un lavoro e di poter fare famiglia». Dopo lo sciopero generale con la Cgil di dicembre, «che non deve servirci per lavarci la coscienza», la Uil lancia una mobilitazione per il rinnovo dei contratti di categoria: «Dev'essere l'anno della contrattazione, andiamo a colpire i datori di lavori nei loro interessi». Propone di partire da Squinzi, «il peggior presidente che Confindustria abbia mai avuto» e da uno sciopero nella sua Mapei. (g.r.)
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