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falsa testimonianza

Eredità contesa, processo bis

Dopo la condanna di tre imputati rinvio a giudizio per altri cinque

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Tutti rinviati a giudizio: quattro per falsa testimonianza e uno per concorso nel reato contestato, cioè mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. E’ la coda di un processo che l’anno scorso ha portato alla condanna di tre persone con pene da 15 a 18 mesi e una provvisionale di 15.000 euro, già versata come condizione per la sospensione della pena. Per i tre imputati ieri era fissato a Bologna il processo d’appello, che è stato rinviato. A Ferrara invece sono stati rinviati a giudizio, sempre ieri, quattro testi che avevano deposto durante il processo di primo grado, oltre ad una quinta persona imputata, come le tre già condannate, di concorso per non aver rispettato una decisione del giudice. Una vicenda che ha guastato i rapporti familiari per un’eredità contesa. Tutto nasce nel 2006 con la morte del nonno centenario. La figlia rivendica la sua parte di "legittima" ma si scontra col nipote del defunto, sua moglie e la cugina di lei. Il provvedimento del giudice non rispettato è una sentenza civile (poi impugnata) che obbligava i tre a restituire alla parente un terzo dei 700mila euro (circa 240mila euro) ricavati dalla vendita di varie proprietà immobiliari dell'anziano, avvenuta con procure quando il proprietario era ancora in vita. La figlia viene a conoscenza della cosa dopo la morte del padre e intenta la causa civile, che accoglie le richieste della parte lesa. Poi arriva anche il verdetto penale, sempre a favore della figlia, che si è costituita parte civile con l’avvocato Francesco Andriulli. Chiuso il processo di primo grado, il giudice aveva rinviato gli atti alla procura per valutare l'ipotesi di falsa testimonianza per alcuni testi. Ieri il rinvio a giudizio.

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