I lavori sono in ritardo Centro anziani rischia di restare senza sede
La preoccupazione degli oltre 700 iscritti alla struttura Il presidente Cattabriga: si coinvolgano imprenditori locali
CENTO. «Nessun lavoro avviato negli spazi che dovrebbero accogliere la nuova sede definitiva del Centro Anziani. Difficile pensare che a settembre, mese in cui dovremo lasciare il Caffè Italia, sarà a disposizione la nuova struttura».
Nel centro sociale Ancescao di Cento, al Caffè Italia, una cena per ringraziare tutti i volontari, insegnanti e collaboratori del Caro Nonno. Ma non solo, anche il momento per il presidente Franco Cattabriga, per lanciare un appello alla giunta, sulla necessità di trovare un'alternativa alla nuova sede del centro, prevista nei capannoni accanto alla Pandurera. Un appello raccolto dal vicesindaco Massimo Manderioli, dagli assessori Busi e Rolfini, presenti alla serata: «L'inizio dei lavori – ha ricordato Cattabriga – era stato annunciato dopo Pasqua, ma ad oggi, ancora nulla. Il rischio è che a settembre un'associazione con 700 soci si trovi all'improvviso senza sede».
Da qui, la necessità di pensare ad una nuova soluzione: le speranze ricadono su uno spazio in Pandurera. E in merito ai lavori attesi nella nuova sede, da Cattabriga arriva la proposta di coinvolgere l'imprenditoria locale: «Per sistemare quell'area, ci vorranno almeno 250mila euro». E sul traguardo dei 25 anni del Caro Nonno: «Un progetto che cresce ogni anno, e che in questa edizione ha raggiunto risultati importanti. Dalle difficoltà iniziali legate alla partecipazione e alla realizzazione dei primi laboratori con le scuole, fino al record di quest'anno, 85 classi di tutti e 4 i “comprensivi” di Cento, attraverso un percorso di arricchimento delle proposte e di un sempre maggiore coinvolgimento di insegnanti e bambini». Ed è grazie al confronto col mondo della scuola, che il Caro Nonno è sempre stato precursore di progetti e temi diventati poi di grande attualità. «Le attività proposte, dalla cartapesta, alla pasta sfoglia, dall'orto in cassetta al riutilizzo dei materiali, catturano sempre più l'interesse dei veri protagonisti, i bambini». Una ricchezza, quella offerta dal Centro sociale di Cento, che «non ha paragoni, 34 volontari che hanno donato alla comunità più di 21mila ore, coltivato 42mila contatti, di cui 3.200 coi ragazzi». Ma si lavora per un salto di qualità: «La sfida sarà quella di coinvolgere non solo altre associazioni, ma anche i ragazzi più grandi, per trasmettere loro i valori della tradizione, dei temi ambientali e dell’alimentazione. Con Ferfilò l'idea di realizzare un video che racconti i nostri primi 25 anni di storia».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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