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«Carife, perdite sugli azionisti come nelle altre aziende»

«Carife, perdite sugli azionisti come nelle altre aziende»

Gli azionisti di Carife non possono attendersi un soccorso per via legislativa. Lo ha detto chiaramente il sottosegretario alle Finanze, Enrico Zanetti, ieri pomeriggio in commissione Finanze della...

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Gli azionisti di Carife non possono attendersi un soccorso per via legislativa. Lo ha detto chiaramente il sottosegretario alle Finanze, Enrico Zanetti, ieri pomeriggio in commissione Finanze della Camera, rispondendo ad un’interrogazione a risposta urgente predisposta da Alessandro Bratti e Paola Boldrini (Pd), e presentata poi da Marco Causi. Il rappresentante di governo ha preso le mosse dal quesito conclusivo, «se le disposizioni europee previste dal meccanismo di risoluzione unico potranno, dalla loro entrata in vigore, garantire una maggior tutela dei depositanti e degli azionisti coinvolto in crisi bancarie di pari entità», per chiarire alcuni punti: «La situazione degli azionisti, in quanto investitori in capitale di rischio che sopportano per primi le perdite della società (qualunque sia la natura dell’attività, finanziaria o industriale, della società), è ben diversa da quella dei depositanti, che non intendono assumere alcun rischio nel rapporto con la banca depositaria. La tutela dei primi - ha detto Zanetti - non potrà mai derivare dalle regole sulla crisi, ma dai presidi di governance e dai sistemi di controllo interni ed esterni sulla società. Il complesso del Regolamento 806/2014 che istituisce il Meccanismo di risoluzione unico Srm e della direttiva 2014/59/UE sul risanamento e la risoluzione delle banche - Brrd - non fa, infatti, che confermare il principio, comune al diritto societario di qualsiasi Paese, che gli azionisti sopportano per primi le perdite». Il sottosegretario parla delle situazione di default, diverse quindi da Carife, introducendo anche il meccanismo di bail-in per il quale alla ricostruzione del capitale della banca devono concorrere tutti, ad accezione dei depositanti al di sotto dei 100mila euro.

Nel nuovo quadro europeo in vigore dall’1 gennaio 2016, ha concluso Zanetti, «resterà uno spazio molto ristretto per eventuali misure di sostegno finanziario pubblico alle banche, nonché per interventi preventivi e alternativi dei meccanismi di garanzie dei depositi». Quindi il salvataggio di Carife potrebbe essere tra gli ultimi di questo genere.

Bratti ha preso atto della risposta, «qualcuno in commissione ha fatto presente che gli azionisti di altre banche hanno perso fino all’85% del capitale in questi anni di crisi».(s.c.)

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