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Profughi a Cona, protesta leghista per pochi intimi

Profughi a Cona, protesta leghista per pochi intimi

Dodici nordafricani sono da un mese in una casa privata: il Carroccio chiama a raccolta i residenti, ma le forze dell’ordine sono quasi più numerose

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FERRARA - Via Noradino Galli è una strada appartata e tranquilla a poche centinaia di metri dal traffico di via Comacchio. Qui, da circa un mese, dodici profughi nordafricani gestiti dalla cooperativa sociale Camelot hanno trovato alloggio in una casa messa a disposizione da un privato, e che in passato era stata anche adibita a casa-famiglia. E qui, ieri pomeriggio, un gruppetto di simpatizzanti della Lega Nord guidati dal consigliere regionale Alan Fabbri si è presentato per organizzare, come riportava il volantino, un “incontro discussione”.

A sollecitarlo, con una lettera al partito e un post sulla pagina facebook “Sei di Cona se...” era stato uno dei residenti, Luca Castaldelli, per chiedere chiarimenti sulle circostanze dell’arrivo dei profughi. I volantini-invito sono comparsi nelle buchette circa una settimana fa. Ma di residenti, ieri, se ne contavano proprio pochini. Quelli che, poco prima dell’arrivo dei manifestanti, sostavano curiosi nei cortili, si smarcano decisi: «Quei ragazzi non danno fastidio a nessuno, salutano e sono educati». «Speriamo che non succeda niente di male», si augura qualcuno, premurandosi di mettere al sicuro il gatto. I timori nascono dalla presenza imponente di forze dell’ordine: alla fine tra Digos, polizia municipale e reparti mobili di carabinieri e polizia di Stato si contano 27 persone, 2 in meno dei manifestanti. Cautele superflue, in ogni caso, perché tutto si risolve in un presidio rapido e quasi timido. Loro, il pomo della discordia - i profughi - manco ci sono: si era pensato bene di allontanarli, e mentre i leghisti sostavano davanti all’abitazione loro erano alla Città del Ragazzo a giocare a pallone, in attesa del via libera per rincasare. «Ma quella casa è idonea a ospitare tutte quelle persone?» si chiede il dirigente del Carroccio Aldo Manfredini, uno dei primi ad arrivare.

Pochi minuti più tardi, è l’ex sindaco di Bondeno Alan Fabbri a richiamare l’attenzione: «La nostra contrarietà a Mare Nostrum è chiara da un pezzo - esordisce - Nel caso specifico ribadiamo che non abbiamo nulla contro chi ha realmente bisogno di aiuto, ma pretendiamo che venga fatta chiarezza sulla presenza di dodici persone, alloggiate qui senza che i residenti venissero informati. Non si può scaricare il peso di questa emergenza sui cittadini, e per questo presenterò un’interrogazione regionale per sapere chi sono queste persone, da dove vengono, chi ha deciso di sistemarle qui e soprattutto quali sono le loro condizioni igienico sanitarie e se la casa è idonea ad accogliere dodici persone. Spero che qualcuno, a cominciare dal Comune, si muova per fornirci delle risposte». Il promotore, Luca Castaldelli non nasconde il suo disappunto per la scarsa adesione all’iniziativa da parte dei residenti: «Peccato, perchétrovo giusto porsi degli interrogativi - spiega - Queste persone prendono i mezzi pubblici, li vedo alla fermata dell’autobus dove salgono anche i bambini: ma sono stati controllati dal punto di vista sanitario?» E poi, aggiunge, «va spiegato loro di non andare in bicicletta con i fanali spenti». Ma questo, a dire il vero, andrebbe spiegato anche a molti ferraresi.

 

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