Cane ucciso da una polpetta avvelenata
Nel giardino dei proprietari trovati bocconi pieni di granuli che potrebbero essere un prodotto topicida
OSPITAL MONACALE. Sono disperati. Non si danno pace. Rosetta e Piergiorgio non dormono da 48 ore e tutto perché qualcuno ha avvelenato due dei loro cinque cani (di cui quattro Pincher e un Rottweiler di 12 anni). Lea, un pincher, di cinque anni, la più giovane, è morta dopo poche ore; Leo, l'altro pincher, è su un lettino vicino ad una stufa: sta male ma dà segni di ripresa anche se non è ancora fuori pericolo. Che siano stati avvelenati è ormai una certezza, sempre con l’odiosa tecnica delle polpette al veleno. La coppia, molto conosciuta a Ospital Monacale e San Nicolò, ha rinvenuto difatti nel cortile della loro abitazione alcune polpette che ad occhio nudo evidenziano la presenza di granuli di veleno per topi. Le hanno conservate in freezer come prova da consegnare ai carabinieri. Ma a stabilire quale sostanza è stata usata, saranno le analisi: i due proprietari oggi andranno infatti alla stazione di Santa Maria Codifiume per presentare la denuncia e consegnare intanto le polpette che saranno poi analizzate.
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Ieri, intanto, siamo andati a trovare la coppia che vive in paese, a Ospital Monacale. Rosetta è su un divano che veglia i suoi cani, e soprattutto Leo. Un scena commovente: «Vivono in casa con me - dice con occhi che da tempo non riposano - per noi sono come figli. Anzi, e non me ne vergogno, loro dormono con me». Piergiorgio, a distanza di 48 ore, ancora non si da pace. I suoi occhi mostrano sofferenza e con un filo di voce racconta l'accaduto: «Tutti i miei cani hanno il micro-chip - dice - e vengono controllati dal veterinario». Piergiorgio sospende il racconto e risponde al telefonino; e mentre accarezza Leo racconta l'accaduto a chi è dall'altra parte del telefono. Poi prende dell'acqua e prova a far bere il suo paziente. Insiste bagnandoli la bocca e finalmente il cagnolino sorseggia portando speranze di ripresa. «Però ancora non cammina», dice Rosella e l'uomo le risponde, «tranquilla: almeno ha bevuto».
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Poi riprende il racconto. «Mercoledì - aggiunge - verso le 23 lasciamo liberi i cani nel cortile per fargli fare i loro bisogni e per evitare che li facciano in casa. Siamo andati a letto e Rosella mi ha svegliato perché i cani stavano male. Ho chiamato il veterinario ma poi abbiamo scelto di correre nell'ambulatorio. Pochi istanti ed ha capito dell'avvelenamento. Gli ha praticato le prime cure poi siamo andati nella farmacia di turno per comprare le altre e siamo tornati a casa. Dopo un po', mentre vomitava, la piccola è morta». L'uomo sospende il racconto poi aggiunge: «Speriamo che si salvi Leo e domattina (oggi, ndr) vado a presentare la denuncia». Sui sospetti, la coppia preferisce non fornire una risposta ma quel che è certo è che le polpette non sono cadute dal cielo.
Si tratta del primo cane che muore per colpa delle polpette al veleno in questo territorio. In altri casi sono state rinvenute polpette avvelenate che però in quelle circostanze non avevano provocato morti.
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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