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«Mille Miglia dedicate a papà Cesare»

«Mille Miglia dedicate a papà Cesare»

Nicola Borsetti anche quest’anno organizza il passaggio ferrarese della corsa: mio padre ha lasciato un vuoto incolmabile

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Il passaggio della Mille Miglia avverrà nel cuore della città anche quest'anno, grazie all'accordo siglato tre mesi fa con l'Organizzazione Generale Mille Miglia srl,: infatti, proprio nel momento in cui Cesare e Nicola Borsetti rientravano dall'ultima riunione a Brescia, il 4 febbraio scorso, veniva confermato che la città avrebbe ospitato la Freccia Rossa anche nel 2015. Ma Ferrara sarà orfana del "padre" della Mille Miglia, Cesare Borsetti, scomparso prematuramente tre mesi fa.

«Questa edizione sarà dedicata a mio padre - sottolinea commosso il figlio Nicola - e conserverà per sempre un posto speciale nel mio cuore. Per Cesare al primo posto c'è sempre stata la famiglia, poi il suo lavoro e le amicizie e subito dopo la Freccia Rossa. Portava sempre la spilla della Mille Miglia all'occhiello della giacca, a testimonianza della sua vera passione per questo evento. Ogni volta che parlava di Mille Miglia i suoi occhi si illuminavano».

Nel 2015 si celebra la prima edizione senza Cesare Borsetti: quando siete partiti insieme, come padre e figlio e soci dello Studio Borsetti, nella regia organizzativa della tappa ferrarese?

«La prima edizione fatta insieme fu nel maggio del 1995 e lo Studio Borsetti aveva aperto da appena pochi mesi: da allora non ci siamo più separati dalla Freccia Rossa. L'obiettivo con cui abbiamo intrapreso questa lunga e affascinante avventura è stato quello di trasformare la Mille Miglia da evento elitario ad una festa per tutta la città, un appuntamento annuale atteso da tutti e non solo dagli appassionati di motori. Credo che la spettacolare cornice di pubblico che ogni anno attende le auto storiche fino a tarda notte nel centro storico della città sia la testimonianza più bella del successo che abbiamo ottenuto».

Cesare Borsetti per la città ha sempre fatto tanto e soprattutto la Mille Miglia porterà per sempre il suo segno e il suo ricordo.

«In tutta la sua lunga carriera professionale, Cesare ha sempre affrontato ogni evento prima di tutto con il cuore, con grande entusiasmo e passione; poi, la sua più grande soddisfazione era fare qualcosa di importante a Ferrara e per i ferraresi. Mio padre ed io abbiamo sempre avuto la città nel nostro cuore e ogni volta che si è presentata la possibilità di realizzare una manifestazione non a Ferrara, pur rappresentando una grande opportunità per la nostra agenzia, non abbiamo mai accettato. Vedere concretizzarsi un tuo sogno nella città in cui sei nato e lavori, ti regala emozioni indescrivibili a cui non si può rinunciare».

Suo padre lascia certamente un vuoto incolmabile.

«Vero. Ma l'affetto, il calore, l'amicizia che ogni giorno ricevo ovunque da tantissima gente mi aiuta a sentirlo vicino. Cesare è stato prima di tutto mio padre, padre con la "P" maiuscola, poi un insostituibile compagno di vita e uno straordinario maestro che mi ha dato fiducia e mi ha insegnato un mestiere. A gennaio di quest'anno abbiamo festeggiato vent'anni di attività dello Studio Borsetti: se scorro le pagine della brochure che celebra tutte le iniziative e manifestazioni che abbiamo realizzato insieme mi emoziono. Ti confesso che ciò che ha sempre reso davvero speciale ogni esperienza è stato il condividere lavoro, impegno, sacrifici e successi non con una persona qualsiasi ma con mio padre. Ho avuto una grande fortuna e questo patrimonio lo conserverò per sempre dentro di me».

Ricorda un aneddoto di suo padre durante le tante edizioni di Mille Miglia.

«Ne racconto due. Il primo riguarda l'edizione del 2001 con un clima particolarmente rigido. Mentre le auto sfilavano sul palco, mio padre notò alcune persone, sedute nel settore proprio di fronte, soffrire molto il freddo. Improvvisamente abbandonò il palco e sparì. Poco dopo ritornò con una sacca enorme: era piena di plaid e iniziò a distribuirli. Per molti fu una vera salvezza. Per Cesare una grande gratificazione vedere tanti sorrisi di riconoscenza come premio al suo gesto. Ancora oggi non so dove abbia preso quei plaid! Il secondo mi porta all'edizione del 2006: ancora una volta mio padre sparì dal palco e si ripresentò con un ospite d'eccezione sotto braccio: l'arcivescovo Monsignor Paolo Rabitti. L'espressione raggiante del suo volto non la dimenticherò mai più».

Cosa le direbbe Cesare se oggi fosse ancora qui?

«Mi guarderebbe negli occhi ed esclamerebbe: Nick, avanti!».

Federica Achilli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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