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«Salvata da un amico che è riuscito a spostarmi»

di Alessandra Mura
«Salvata da un amico che è riuscito a spostarmi»

Parla la studentessa finita all’ospedale per il crollo del muretto durante la festa del Mammut: due settimane di riposo e tanti lividi. La madre: «Pericolo enorme, mia figlia ha rischiato grosso. Voglio spiegazioni»
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Il rettore: "L'importante è che non ci siano stati feriti".VIDEO
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Gli organizzatori: "Un fatto imprevedibile"

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FERRARA - La festa, per lei, è finita al pronto soccorso con contusioni al piede, alla testa, al collo e a una spalla. Colpita dai mattoni del muro crollato e centrata dal palo metallico che regge il cartello del Polo Biomedico. Per lei, una studentessa di 22 anni iscritta a Geologia, si preannunciano due settimane di stop. Per quel periodo dovrà portare le stampelle e poi sarà valutata un’eventuale riabilitazione. Questo il responso dei medici del reparto di Ortopedia di Cona, dove la ragazza è stata visitata ieri mattina e dove comunque non sono state riscontrate fratture. Ma la “botta”, il giorno dopo, sta emergendo in tutta la sua dolorosa evidenza e la voce della ragazza, al telefono, è un filo sottile: «Ero appena entrata, fuori c’erano ancora tantissimi ragazzi e improvvisamente il muro è crollato. Un mio amico è riuscito a scansarmi e a evitare danni più grossi al piede, ma il cartello mi ha preso in pieno su testa, collo e spalla». A testimoniarlo, una serie di lividi ed ematomi che con il passare delle ore sono diventati sempre più estesi.

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«Non è possibile che a una festa possano accadere cose del genere - interviene la sua arrabbiatissima mamma - Non ho nulla contro gli organizzatori dell’evento, sia chiaro, loro non potevano certo immaginare e prevedere un esito simile, la festa c’è ogni anno. Ma mi domando come è possibile che un muro di mattoni, pur sollecitato e premuto dalla calca, crolli in quel modo. Su questo punto devono darci risposte precise, vogliamo chiarezza sullo stato di quel muretto. Mia figlia era andata a una festa universitaria, all’interno degli spazi dell’Ateneo, quindi secondo me doveva trovarsi in un posto sicuro. E invece sono dovuta correre al pronto soccorso perché era rimasta ferita».

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Sono stati proprio gli amici della ragazza, a loro volta diretti a Cona, ad avvertire i familiari della ventiduenne ferrarese». Dopo una prima visita, giovedì sera, la ragazza è tornata ieri mattina a Cona per una visita specialistica nel reparto di Ortopedia. Scongiurate fratture e complicazioni serie per il colpo alla testa, i medici hanno però disposto due settimane di riposo assoluto, durante le quali la paziente dovrà muoversi con le stampelle, non escludendo una successiva riabilitazione. Mentre spalla, collo e testa porteranno ancora per giorni il “ricordo” della festa.

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«Mia figlia l’ha scansata, ma non del tutto - continua la madre - Quello che è accaduto è stato pericoloso, ha messo in serio rischio l’incolumità di tante persone. Ribadisco: non dò alcuna colpa ai ragazzi che hanno organizzato la festa, perché non potevano certo prevedere che ci fosse così tanta gente in più e ancor meno che il muro potesse crollare. Ma il punto è proprio questo: perché ha ceduto? Era a norma?» Interrogativi a cui gli accertamenti tecnici dei vigili del fuoco cercheranno ora di dare una risposta.

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