Sanità e sicurezza, gli interventi di emergenza tengono banco
Sanità e Sicurezza restano temi centrali del dibattito. Sulla sanità «le migliori garanzie che possiamo dare alle frazioni è rendere funzionale il Borselli - dice Bergamini - e abbiamo tenuto duro...
Sanità e Sicurezza restano temi centrali del dibattito. Sulla sanità «le migliori garanzie che possiamo dare alle frazioni è rendere funzionale il Borselli - dice Bergamini - e abbiamo tenuto duro sull'ipotesi di separare villa Dazio dalla nuova clinica. Chiediamo un primo intervento, per codici bianchi e traumi minori, con ambulanza e automedica a Bondeno». Per Sgarbi le priorità sono Casa della salute, per la quale mancano 5 milioni, e l'emergenza-urgenza: «La prossima settimana incontrerò l'assessore regionale Venturi: l'automedica è a Casumaro, ma come garantire un servizio veloce alle frazioni? Bonaccini parlava di sinergie anche con altre regioni per l’emergenza-urgenza». L'Asl «ci ha trattati da serie B - incalza Pancaldi - dopo il terremoto. Un errore spostare il Cup all'ospedale, che crea confusione col centro prelievi. Se sarò sindaco, accetterò solo che vi siano servizi sicuri. L'automedica è importante che arrivi, non da dove parte». Poi la sicurezza: «È iniziato un percorso sulla videosorveglianza, ma non è sufficiente - dice Pancaldi - come i punti luce e la collaborazione con forze dell'ordine e volontariato. Vorrei, però, che i vigili urbani tornassero a spostarsi a piedi nelle vie, per dare una percezione di sicurezza». Le competenze - rileva Bergamini «sono dello Stato, che si ritira dalle periferie, con i tagli. Oltre alla videosorveglianza abbiamo messo in piedi gli osservatori di quartiere che, in sinergia con prefettura e forze dell'ordine, segnaleranno episodi sospetti e di degrado». Per Sgarbi «c'è un binomio: diritti-doveri e anche l'immigrazione è un fenomeno da governare, facendo rispettare le leggi a chi arriva, rimandando a casa chi non le rispetta. Il populismo non serve. Ci potrà essere una convenzione col Comune per installare videosorveglianza privata. Il sindaco è il primo campanello d'allarme».
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