Gli organizzatori: «Un fatto imprevedibile»
"Ci siamo attenuti alle regole, ma purtroppo è calato il senso civico delle persone . Siamo dispiaciuti"
FERRARA - Hanno gli occhi pieni di stanchezza e dispiacere. Seduti a un tavolino del bar del Polo Chimico Biomedico, gli organizzatori della Festa del Mammut per prima cosa si mostrano sollevati nell'apprendere che la ragazza coinvolta nel crollo del muretto non ha riportato ferite tali da metterla in serio pericolo. «Volevamo contattarla per chiedere notizie sul suo stato di salute, ma non sappiamo come si chiama e non ci è stato possibile rintracciarla», spiegano.
Quella che si è creata giovedì, continuano, è stata «una situazione imprevedibile». La Festa del Mammut si organizza da quindici anni, e finora tutto era sempre filato liscio. L'evento era stato naturalmente autorizzato secondo le norme e le procedure previste dall'Ateneo. «Siamo stati attenti ad adottare ogni minimo accorgimento relativo alla sicurezza - sottolineano - C'era un servizio di vigilanza e bodyguard che, ci teniamo a dirlo, ha svolto in modo impeccabile il proprio compito». A non essere stata messa in conto, è stata l'abnorme affluenza di persone. «Abbiamo messo in vendita 2800 biglietti sulla base della capienza dell'area e delle garanzie per le vie di fuga». L'entrata costava 4 euro in prevendita, 5 all'ingresso della festa e il ricavato, come per le precedenti edizioni, era (ed è) destinato a scopi benefici: sarà devoluto all'organizzazione Medici con l'Africa Cuamm e all'associazione Viale K, mentre un'altra parte del ricavato servirà ad autofinanziare progetti come l'Ospedale dei Pupazzi, la Peer Education e gli Intercambi Professionali.
«Circa 800 biglietti sono stati venduti con la prevendita, molte altre persone invece l'hanno comprato alle 8 per poter tornare più tardi con il posto assicurato». Un addetto della Siae aveva il compito di verificare la regolarità della vendita, e alle 10.20 la Festa era arrivata al tutto esaurito. Ed è stato a quel punto - riferiscono ancora gli organizzatori - che l'equilibrio si è spezzato. Fuori erano rimaste centinaia di persone, per nulla disposte a rassegnarsi all’esclusione. "È calato il senso civico della gente - si rammarcano i ragazzi - pensi che alcuni sono entrati scavalcando il recinto quando c'erano ancora biglietti disponibili, per evitare di pagare 5 euro che, per giunta, sarebbero serviti per cause benefiche». La ressa dunque ha continuato a pigiare contro l'ingresso. «I body guard continuavano a urlare di allontanarsi, perché era pericoloso, ma è stato tutto inutile. Poi il muro è crollato».
La festa in quel momento era in pieno svolgimento. Qualche testimone ha riferito che sembrava di trovarsi a un rave party: «Sarà stato per la musica - replicano stupiti gli organizzatori - c'era musica elettronica, questo sì, ma la Festa del Mammut non può certo definirsi un rave party». Dopo il crollo, c'era il rischio di ulteriori disordini: «Tutte le decisioni - chiariscono ancora i ragazzi - sono state prese in accordo con i responsabili della sicurezza, e si è stabilito di non interrompere la festa. I partecipanti che si trovavano all’interno non si erano neppure accorti dell'incidente. L'area del crollo è stata subito transennata e in mezz'ora tutto era tornato alla normalità».
Al termine, come ogni anno, «siamo rimasti fino alle 4 a pulire tutto, a tirare su le bottiglie e a sistemare l'intera area. Mentre questa mattina (ieri per chi legge, ndr) siamo tornati a portar via il resto. Poi abbiamo incontrato i responsabili dell'Ufficio tecnico e dell'Ufficio comunicazione per discutere con loro l'accaduto e il da farsi». Ma resta, grande, il rammarico per l'incidente. «Per organizzare la Festa del Mammut abbiamo lavorato quattro mesi - concludono - lo scopo era solidaristico e abbiamo fatto tutto secondo le regole. È un dispiacere grande».(a.m.)
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