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Per Bce utile netto di 2,8 milioni

Per Bce utile netto di 2,8 milioni

Positivo il bilancio d’esercizio 2014 della banca che sarà votato il 14 maggio dall’assemblea

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CORPORENO. Un utile netto di 2,835 milioni di euro, in crescita del 37% rispetto al risultato d'esercizio del 2013. È uno dei risultati ottenuti nel 2014 da Banca Centro Emilia, che incontra i propri soci il 14 maggio alle 17 nella Sala Polivalente di Casumaro per l'assemblea ordinaria di approvazione del bilancio d'esercizio dell’anno scorso. «Un risultato di cui siamo fieri e che proporremo all'approvazione dei nostri oltre 7000 soci» dichiara il direttore generale Giovanni Govoni che guida la squadra dal 2010. Il dato sull’utile è ancor più lusinghiero se accompagnato da quello del Tier 1 e cioè l'indicatore della solidità patrimoniale che indica un progressivo e costante rafforzamento: dal 12,39% del 2012 al 13,90% del 2013, fino al 15,39% nel 2014. Questo valore, indicatore della solidità di una banca assieme ai livelli di copertura del credito deteriorato, «è per Banca Centro Emilia il più alto fra tutte le banche del territorio». La crisi «non c'entra più - commenta Govoni - perché il mondo di prima non ritornerà; sono cambiati tutti i paradigmi ed è la nostra capacità e velocità nell'affrontare il cambiamento il vero fattore competitivo di successo». La Bce, nonostante il perdurare della crisi economica, migliora i confortanti risultati dell'anno precedente «traendo sempre più forza dalla sua missione di unica e vera banca locale, come solo sanno essere i crediti cooperativi: banche a proprietà diffusa, che raccolgono sul territorio e reinvestono su quello stesso territorio che le sottopone ad un forte controllo sociale».

La banca nel 2014 ha concesso 56 milioni di euro di nuovi impieghi (quasi il doppio del 2013) sostenendo imprese e famiglie con un incremento, al netto dell'ammortamento dei mutui, del 4,44% sul 2013 a fronte di un sistema bancario che li ha nuovamente ridotti (- 0,52%). E questo, rilevano dalla Bce, «sempre senza far venir meno l'azione già avviata fin dal 2012 a favore delle famiglie e delle imprese colpite dal sisma e non solo, continuando a sospendere e rinegoziare le posizioni di mutuo ipotecario o chirografario a clienti che non riuscivano più ad onorare gli impegni ed ha aderito a tutti i protocolli nazionali e regionali (Mude e Sfinge) a sostegno della ricostruzione svolgendo una vera e propria funzione di servizio». In crescita anche soci e clienti della banca «a testimonianza della validità del modello»: i clienti sono aumentati del 4,95% e la raccolta complessiva (diretta + indiretta) cresce del 3,90% raggiungendo i 761 milioni di euro. In più la base sociale mostra ritmi sostenuti da ormai 5 anni:sono i 386 (+5,85% sul 2013) i nuovi soci del 2014 che portano la base sociale a 7.012, dai 4.532 del 2009. Coloro che sono stati ammessi da almeno 90 giorni dalla data dell'assemblea del 14 maggio avranno diritto di voto a prescindere dal numero di quote posseduto .

Non si è «purtroppo fermata nel territorio di competenza della banca la inarrestabile crescita del credito deteriorato iniziata nel 2012 a seguito degli effetti del terremoto che si sono sommati all'acuirsi della crisi economica, che vede dal 2013 la provincia di Ferrara in particolare per le sofferenze bancarie tra le peggiori di tutto il Nord Italia. La banca non poteva certamente restarne esente e il suo credito deteriorato netto è salito dal 4,40% al 6,25% ma con livelli complessivi che sono circa la metà della media del credito cooperativo regionale». Nonostante questo, «perseguendo la politica estremamente prudenziale degli anni precedenti», la Bce ha accresciuto «gli accantonamenti a conto economico, a fronte di questo credito deteriorato, elevandone ulteriormente il grado di copertura, che per le sofferenze raggiunge un rassicurante 63,11%». L'utile, che per una «Bcc è un mezzo e non un fine (serve per accrescere la possibilità di fare impieghi), viene per il 70% destinato statutariamente a patrimonio e rafforzerà il tier one dell'Istituto, oltre a 132 mila euro - conclude Govoni - che verranno distribuiti sotto forma di dividendi ai soci, come segno di attenzione e riconoscenza verso chi ha sempre sostenuto e difeso la banca, contribuendo al suo sviluppo».

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