Anche Oculistica va a Cona Sebastiani è andato in pensione, ora al timone è Paolo Perri
Entro un paio di mesi anche l’Oculistica cambierà sede. Dal Padiglione Ascoli, all’ex Sant’Anna di corso Giovecca, gli ambulatori si trasferiranno a Cona per collegarsi con alcune funzioni...
Entro un paio di mesi anche l’Oculistica cambierà sede. Dal Padiglione Ascoli, all’ex Sant’Anna di corso Giovecca, gli ambulatori si trasferiranno a Cona per collegarsi con alcune funzioni specialistiche già presenti nell’ospedale, dall’attività chirurgica al reparto di degenza.
Da ricordare che il 31 ottobre scorso è andato in pensione l’ex direttore della Clinica Oculistica, Adolfo Sebastiani, che ha guidato il reparto per quasi venti anni. Dall’1 novembre gli è subentrato il professor Paolo Perri, 59 anni, calabrese, ex numero due dell’unità operativa. Il Padiglione Ascoli si svuoterà rientrando all’interno del piano di riconversione dell’area dell’ex ospedale, che prevede un’insediamento urbanistico residenziale, direzionale e di servizi tra l’ex anello e la parte occupata dalla facoltà di Medicina (Cubo, Anatomia). Il reparto fornisce circa 50mila prestazioni ambulatoriali annue e risponde a 10mila accessi di pronto soccorso. Sono stati 1500 gli interventi chirurgici effettuati nei primi quattro mesi del 2015. «Nel 2014 - spiega il professor Perri - abbiamo acquisito nuove apparecchiature puntando a potenziare l’attività di chirurgia. In particolare per il trattamento della patologia retinica, che viene curata anche attraverso l’utilizzo di farmaci a basso costo. Abbiamo constatato che l’Avastin (medicinale al centro l’anno scorso di una contesa giudiziaria sfociata in una maxi-sanzione contro due case farmaceutiche che volevano vietarne l’uso a favore di un farmaco più costoso, ndr) ha una notevole efficacia nella cura di alcune patologie della retina perché blocca la formazione dei neovasi». Buoni risultati sta dando anche l’utilizzo di un farmaco di recente introduzione somministrato tramite iniezione all’interno del vitreo che evita in alcuni casi selezionati l’intervento chirurgico, sottolinea Perri. L’obiettivo, aggiunge il professore, è far crescere questa attività «assieme alla chirurgia mininvasiva, che consente di ridurre al minimo i rischi per il paziente operato per il distacco della retina e altre patologie retino-vitreali». La domanda di assistenza e trattamento rivolta alla Clinica oculistica è concentrata in altre due aree oltre a quella della retina: la terapia della cataratta e la cura della degenerazione maculare (prima causa di cecità nei Paesi sviluppati, precisa Perri) di sui è responsabile il dottor Carlo Incorvaia. In provincia esiste anche una ricorrenza particolarmente elevata di casi di glaucoma, «legati alla familiarità». Ferrara è centro di riferimento in regione per la diagnosi e terapia dei melanomi dell’uvea. L’organico della clinica è formato da 11 medici strutturati (4 universitari e 7 ospedalieri) e da 14 specializzandi in oftalmologia. Viene anche prodotta un’attività in collaborazione con gli ospedali del territorio, in particolare Cento e Comacchio (per la cataratta); a Comacchio si aggiunge la diagnosi e la terapia del glaucoma. Il Centro di ortottica è l’unico in provincia, il responsabile è il dottor Filippo Franco.
Il personale si completa con Paolo Tassinari (giovane ed esperto chirurgo vitreo-retinico), Giuseppe Lamberti, Andrea Mengoli, Roberto Modestino, Francesco Parmeggiani, Sergio D’Angelo, Paola Monari, Claudio Campa.
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