Manovra, cosa c’è dietro l’addizionale Irpef
Tagliani e Vaccari hanno dovuto rincararla anche per evitare che Ferrara sia penalizzata nel 2016, quando arriverà la Local Tax. Spese extra: il peso Asp
La manovra di maggio forse è lievitata anche per mettersi al riparo da possibili contraccolpi nel 2016 quando dovrebbe essere varata dal governo la Local Tax. I Comuni non sanno ancora come funzionerà, ma sulla base della recente esperienza hanno imparato che bisogna usare una certa astuzia nei confronti dei governi per evitare di essere penalizzati.
Il Comune di Ferrara ha già sperimentato ai tempi dell’abolizione Imu sulla prima casa che avere fissato l’aliquota più bassa (4 per mille) è stato penalizzante rispetto a chi l’aveva stabilita più alta. Correva l’estate del 2014 e stava arrivando la nuova Tasi. I Comuni che avevano l’Imu alta sulla prima casa anche mettendo una Tasi al massimo non erano in grado di incassare lo stesso gettito. A questi Comuni, specie ai più grossi, lo Stato venne incontro per colmare le differenze tra gettito Imu e ipotetico gettito Tasi. La logica fiscale di questo aiuto a chi è in affanno è apparentemente coerente, in realtà è assurda: lo Stato viene infatti in soccorso di chi tartassa di più anzichè premiare chi fa pagare meno e ha i bilanci in ordine.
Con la Local Tax del 2016 si teme un analogo scherzetto. Il 30 aprile nella conferenza stampa in cui il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore al bilancio Luca Vaccari presentarono la manovra da 8 milioni distribuirono ai giornalisti uno stampato di 10 pagine che in modo schematico riassumeva la situazione: taglio trasferimenti della Legge di Stabilità 2,9 milioni; obiettivo patto di stabilità interno 3,2 milioni...
La pagina chiave è la 5. Ecco cosa vi è scritto:
”Il Ministro Padoan ha detto e ribadito che nel 2016 verrà introdotta la local tax, in base alla quale verrà:
- tolta ai Comuni l’addizionale Irpef
- trasferita dallo Stato ai Comuni l’Imu sui fabbricati produttivi (cat. D)
- effettuata una compensazione in caso di squilibri rilevanti.
Non sono ancora noti i meccanismi di funzionamento”.
Questo significa che se un Comune ha applicato un’addizionale Irpef bassa rischia - se così si può dire - di essere in sostanziale equilibrio per cui non avrà sicuramente diritto ad alcuna compensazione. La ragione per cui è stata ripristinata l’addizionale Irpef si spiega quindi anche con questo perverso meccanismo figlio dell’incertezza. Nel 2014, a causa del taglio dell’addizionale deciso dall’accoppiata Tagliani-Marattin, il gettito Irpef del Comune è passato da 13,7 a 11,5 milioni. Troppo poco in vista della Local Tax. Con la manovra di maggio che ripristinerà le vecchie aliquote si conta di risalire a una più ragionevole quota di 14 milioni. Il sacrificio chiesto ai contribuenti per il 2015 oltre che a preservare gli equilibri dell’anno in corso, dovrebbe quindi servire ad evitare un autogol che peserebbe sulle future partite di bilancio, a partire da quella del 2016.
Ma dietro gli 8 milioni della manovra (2,5 dall’Irpef e 5,4 dall’Imu seconde case) c’è dell’altro. Le opposizioni unite, annunciando la manifestazione del 22 maggio, chiedono a Tagliani e Vaccari di dettagliare la manovra: sul fronte tagli governivi le pezze d’appoggio sono state fornite, sul fronte spese e investimenti le giustificazioni sono state più generiche: interventi per scuole, strade... Di sicuro c’è il contributo per i Cre estivi di facile quantificazione. Ma ci sarà anche da ripianare un deficit dell’Asp che si starebbe dilatando.
Marcello Pradarelli
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