Sfida per il rettorato: Unife dovrà vincere una sfida europea
L'anatomista Giorgio Zauli: vitale reperire i fondi sui tavoli che contano. Serve un direttore generale manager e motivatore. Gli studenti? Per Medicina migliorare il servizio mensa e trasporti a Cona
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Con il dito punta orgoglioso la scrivania che fu del professor Giulio Muratori, illustre anatomista trentino che insegnò anche a Ferrara. Lo studio è grande ma sobrio fino a sembrare quasi spoglio: niente poltrone, nessun arredo vistoso, un attaccapanni di metallo, qualche faldone, un tavolino attorno al quale chiacchierare con l’ospite e lo scheletro all’ingresso, d’obbligo in ogni luogo dove la protagonista e l’Anatomia Umana.
Forlivese, 54 anni, Giorgio Zauli è uno dei tre candidati di Unife che si contendono il testimone di Pasquale Nappi, ormai alle battute finali del rettorato.
Gli esordi
Zauli è un medico: è partito dalla specializzazione in Oncologia generale nel 1992, a Bologna, e dopo avere insegnato a Chieti e a Trieste, nel 2007 ha ottenuto la cattedra di anatomia a Ferrara. Dal 2010 è direttore scientifico dell’Istituto di ricerca materno infantile (Irccs) Burlo Garofolo, a Trieste. «Contrariamente a quanto pensano molti - ci tiene a precisare - a Ferrara non sono un forestiero: qui nel ’92 ho iniziato il mio percorso di ricercatore e l’ho proseguito fino al ’98. Quell’anno sono diventato associato alla facoltà di Farmacia di Chieti, ma da allora ho sempre diviso il mio tempo tra Ferrara e le univesità e i centri dove ho lavorato». A Ferrara è legatissimo. «Questa è una città vivibile e ha un’università di tutto rispetto - commenta - chi vuole emergere può avere più chance qui che in un ateneo più grande». In Friuli, dal primo gennaio, Zauli ha potuto assistere da vicino alla sperimentazione del progetto di fusione tra le aziende ospedaliere e le Asl, un tabù nel resto d’Italia (la legge lo vieta), Ferrara compresa. «Ma è chiaro che si va in quella direzione - è la sua previsione - a Ferrara si punterà sempre più sull’integrazione fra le due aziende sanitarie e il ruolo del Sant’Anna come punto di riferimento degli altri ospedali della provincia è riconosciuto. Gli ospedali periferici possono essere utilmente coinvolti anche nei tirocini universitari. Abbiamo una scuola medica di ottimo livello scientifico e didattico, ora dobbiamo puntare a mantenere e rafforzare i dottorati di ricerca e le Scuole di specializzazione». La vicinanza di Bologna e della sua università «di grande e antica tradizione» rappresentano una minaccia per Unife ma anche uno stimolo.
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Azioni positive
«Le interazioni positive con altri atenei di dimensione simile, come Modena e Parma, sono possibili e auspicabili - prosegue Zauli - dobbiamo evitare che Ferrara sia marginalizzata. La carta vincente è: essere pro-attivi e presenti ai tavoli che contano (bandi europei per la ricerca, fondi per la ricostruzione). Serve un monitoraggio in continuo e un coordinamento tra tutte le figure che si occupano di tematiche internazionali».
Decisivo il fattore tecnico. «Il direttore generale non deve avere solo competenza amministrativa nell’ambito universitario, ma deve sapersi destreggiare nella gestione e nel reperimento dei fondi europei - argomenta Zauli - Se sarò eletto nel bando pubblico saranno citati questi requisiti». Ma la dirigenza dovrà essere all’altezza in tutti i campi: nel profilo deve «poter dimostrare doti relazionali comprovate: il personale, che deve fare i conti con contratti bloccati da anni, deve essere adeguatamente motivato». Reclutamenti e progressione di carriere devono essere «programmati con scadenza almeno quinquennale ed essere basati sul merito».
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Visione d’insieme
Economia, Architettura e Ingegneria possono interloquire all’interno di «un politecnico funzionale». Fondamentali sono oggi le «sinergie tra mondo produttivo e università».
Non manca una valutazione sull’operato di Nappi. Il rettore uscente, sintetizza il professore-candidato, «ha ottenuto un buonissimo risultato sullo statuto e nelle azioni messe in campo contro l’emergenza-terremoto. Forse avrebbe potuto adottare una programmazione dei ruoli di più ampio respiro». Se Unife vorrà distinguersi tra le università italiane dovrà risultare sempre più «attrattiva anche per gli studenti. Credo che bisognerà mettere mano anche ad alcuni servizi come i trasporti e la mensa all’ospedale di Cona», osserva ancora il medico. Mantenere ottimi rapporti con l’ateneo di Padova-Rovigo sarà importante perché Unife ha una sede distaccata a Rovigo. Infine la squadra.
«Penso che il metodo giusto sia la manifestazione di interesse - conclude Zauli - Se sarò eletto ascolterò cosa ha da propormi chi vorrà collaborare con me e sarò attento a rispettare gli equilibri di genere».
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