«Battaglioni di gente volontaria» Su Fb piano per una milizia civile
L’idea del ferrarese Sergio Baroni mette in allarme un lettore che scrive alla Procura della Repubblica Proposta: i “miliziani” organizzati in reparti o plotoni coordinati dal ministero dell’Interno o della Difesa
Su facebook il Gruppo pubblico si chiama “Milizia Civile”, ma ha tutta l’aria di ambire a diventare un esercito parallelo. A lanciare l’idea, il ferrarese Sergio Baroni, 61 anni, artigiano, ex segretario provinciale della Destra, fondatore del Movimento di Identità Nazionale. A intercettarla sul social network, e a segnalarla alla magistratura come possibile notizia di reato, un lettore romano della “Nuova Ferrara”, Mauro Corradini, che ha deciso di inviare una lettera-esposto alla procura di Ferrara.
Il gruppo è relativamente recente (i primi post risalgono a inizio marzo) e finora ha raccolto 83 adesioni. L’articolo 18 della Costituzione, attuato con decreto legislativo 43 del 1948, vieta le associazioni paramilitari a scopo politico. Sarà dunque la magistratura a valutare se il caso specifico rientra o meno nel perimetro delimitato dalla legge. Quelle che, sulla carta, appaiono quantomeno le intenzioni sono messe nero su bianco sul profilo facebook dove, post dopo post, l’idea viene modellata in forma di ipotetico statuto. Si legge infatti che «Milizia Civile nasce come gruppo/ariete per avere il via dal Parlamento per l'istituzione, anche in Italia, di una organizzazione civile che possa operare in modo anche militare, all'occorrenza». Lo scopo è dunque quello di ottenere un via libero a livello istituzionale e per farlo, continua Baroni, «ci batteremo perchè i partiti prendano in esame la proposta, ne vaglino le necessità, oggi assolute, ed inseriscano il tema nei loro punti programmatici». Prese le necessarie precauzioni per evitare derive verbali («Non saranno tollerati post offensivi di qualsiasi genere, nè post di argomentazione diversa dal tema di costituzione di Milizia civile. Tutti i suggerimenti saranno presi in esame per migliorare il gruppo e la proposta in essere») si passa a delineare gli articoli del futuro Statuto. Il numero 1 recita così: «Possono appartenere a Milizia Civile tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 18 anni di età, non abbiano condanne per reati di mafia e/o di droga, il cui certificato penale riporti la dizione "nulla", non siano indagati per i reati di cui sopra, abbiano svolto il servizio militare, oppure abbiano iscrizione a poligono di tiro, oppure abbiano dimestichezza con arti di auto difesa, o, comunque, dispongano di sangue freddo, capacità di affrontare situazioni difficili con grande controllo, carattere forte, educazione e spirito di corpo. Normali capacità intellettive. Ogni uomo/donna, sarà valutato per le disponibilità e maggiori capacità, e inserito nei vari compiti».
Inquadrato il “miliziano” - o la “miliziana” - ideali, si passa a immaginare l’assetto della struttura: «Milizia Civile è organizzata in uno o più battaglioni, secondo l'ampiezza del territorio cittadino, a loro volta divisi in compagnie e reparti/plotone, con compiti generali e specializzati. Milizia Civile sarà dotata di un comando centrale e di comandi regionali, tutti interni, composti da volontari». La Milizia intende rapportarsi con le istituzioni, e infatti si specifica che «I Prefetti delle città distribuiranno compiti di normale amministrazione, sia civili, sociali, sia di sicurezza, mentre in caso di emergenze sociali e di sicurezza interna e difesa del territorio, i comandi saranno demandati direttamente al Ministero della difesa o dell'interno».
Pochi, ma decisi, i simpatizzanti rispondono con entusiasmo: «Grazie Fratello!! - esclama uno degli iscritti - Un solo grido!! Folgore!!» L’ideatore ringrazia e sollecita tutti «a far conoscere il gruppo per avere la visibilità necessaria a divenire una realtà, virtuale per ora, ma che diventerà una proposta reale e tangibile da presentare in Parlamento». La fiducia a essere ascoltati, aggiunge, deriva dal fatto che se «negli anni passati molte forze politiche erano assolutamente contrarie a tutto ciò, oggi i tempi sono maturi per avanzare tale richiesta». I tempi sono maturi, insiste, «per difendere l’Italia e gli italiani, il sacro suolo».
Alla magistratura il compito di stabilire se invece i tempi sono maturi per difendere il suolo italiano dalla Milizia.
Alessandra Mura
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