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Furti ai colloqui di lavoro Due condanne a sei mesi

Furti ai colloqui di lavoro Due condanne a sei mesi

Le candidate a un posto da baby sitter derubate dai finti datori di lavoro L’imputata le conduceva in un’altra stanza e il complice svuotava le borsette

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Finti colloqui per aspiranti baby sitter per poterle derubare del denaro che avevano in vorsetta. Questo il trucchetto ipotizzato dall’accusa in un processo che ha visto imputata davanti al giudice di Rovigo Valentina Verduci una donna di 36 anni originaria di Ferrara e all’epoca residente a Fiesso Umbertiano, in provincia di Rovigo. Insieme a lei è finito a processo Ignazio Buscemi, 37 anni, nato a Palermo ma pure lui residente a Fiesso. Entrambi sono stati condannati a 6 mesi con la condizionale. I fatti si sarebbero svolti in due occasioni, il 31 marzo e il 4 aprile del 2012 a Fiesso. Le indagini erano state condotte dai carabinieri della stazione locale.

Due le parti offese, per un furto complessivo di una somma tut’altro che ingente, 140 euro. Derubate risultavano una ferrarese di 51 anni e una lituana di 33 anni.

Secondo le accuse, in buona parte basate oltre che sulle querele delle due anche sulle spontanee dichiarazioni dei due imputati, il meccanismo era semplice. Su un quotidiano di annunci veniva pubblicata un’inserzione per la ricerca delle baby sitter. Una volta ricevuta l'aspirante “tata” - , nei due casi contemplati dal processo - a un certo punto la Blé avrebbe portato in un altro locale la donna candidata, mentre Buscemi prendeva i contanti dalla borsetta.

Ieri la prima udienza dibattimentale del processo ha visto arrivare anche la sentenza. I due imputati infatti sono risultati irreperibili, ma non ai fini della sospensione del processo.

Sono state acquisite le loro spontanee dichiarazioni, così come le due querele e si è passati direttamente alla discussione con la requisitorio del pubblico ministero Carlo Castrignanò, e l’arringa difensiva dell'avvocato Massimiliano Ponzetto. Quest'ultimo è riuscito a fare cadere le aggravanti contestate, riuscendo quindi a contenere la pena in sei mesi a testa, sospesi con la condizionale, per ognuno dei due imputati.

Una volta lette le motivazioni potrà essere presentato ricorso in Appello.

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