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«Tasse? L’opposizione deve studiare»

«Tasse? L’opposizione deve studiare»

Il sindaco punge gli organizzatori della protesta di piazza: manovra da 8 milioni colpa dei tagli e del Patto di stabilità

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La mobilitazione popolare delle opposizioni contro l’aumento delle tasse? «Fanno il loro mestiere, tutto l’anno chiedono più servizi, maggiore sicurezza, le nuove luci alla Spal, la cura del verde e delle strade, e poi si lanciano contro chi cerca di coprire i costi. Si vede però che non hanno studiato bene i meccanismi del Patto di stabilità...». La frecciata politica non può mancare, nella replica del sindaco Tiziano Tagliani agli affondi di tutti i gruppi consiliari di opposizione, nei confronti della stangata da 8 milioni di euro su Irpef e Ici. Per il resto, l’arringa di Tagliani, a margine del consiglio comunale di ieri, è molto pacata e tecnica, nel mezzo del confronto con sindacati e associazioni imprenditoriali, e a cospicua distanza dalla manifestazione di piazza proclamata per venerdì 22. «Sei di questi otto milioni sono diretta conseguenza delle decisioni governative, gli altri due ci servono per avere un minimo di margine di manovra sugli investimenti. Abbiamo anche tenuto conto - ammette il sindaco, confermando così le interpretazioni circolate in questi giorni - dell’effetto Local tax, che sarà introdotta l’anno prossimo: visto che siamo rimasti scottati una volta con l’Imu, e non sappiamo su quali imposte agirà lo Stato, abbiamo deciso di ritoccare le aliquote sia di Irpef che dell’Ici».

Ricapitoliamo la difesa “tecnica”. Il nuovo taglio ai fondi governativi vale quasi 3 milioni di euro, dei quali 170mila per finanziare i famosi 80 euro in busta. Il Patto di stabilità ci costa, quest’anno, oltre 3 milioni di euro di soldi freschi, per colpa, in particolare, del sisma: non abbiamo più in entrata i rimborsi delle assicurazioni ma bisogna ugualmente pagare gli stati di avanzamento lavori dei cantieri finanziati con quei fondi, e questi flussi di cassa in uscita vanno nuovamente coperti. «Quando si dice che i Comuni hanno i soldi ma non possono spenderli, s’intende proprio questo: speriamo che questo Patto di stabilità vada al macero al più presto» sospira il sindaco. In sostanza, i lavori post-sisma sono coperti dai rimborsi assicurativi (i soldi ci sono) ma ogni anno i pagamenti vanno “giustificati” con entrate di pari importo di quell’esercizio (ma non si possono spendere se non...). In aggiunta c’è la nuova contabilità comunale, che impone di accantonare ingenti somme a copertura dei crediti di esigibilità non certa, a partire dalle multe. Così sono congelati 11 milioni di euro di avanzo, che «avrebbero potuto essere usati per gli investimenti». Ancora non c’è il dettaglio di queste spese.

Stefano Ciervo

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