Vietati gruppi paramilitari con fini politici
Cosa prevede la Costituzione? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Giuditta Brunelli ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di...
Cosa prevede la Costituzione? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Giuditta Brunelli ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara, che , senza entrare nel merito del caso specifico, spiega quanto segue:
«L'art. 18, secondo comma, della Costituzione vieta (accanto alle associazioni segrete) le associazioni che, anche indirettamente, perseguano scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Le associazioni paramilitari a scopo politico - così come le associazioni segrete - sono proibite dalla Carta costituzionale in quanto fattori di inquinamento della dialettica democratica, suscettibili di ledere la sfera di libertà politica garantita a tutti i cittadini. Il divieto costituzionale è stato attuato con il decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43, secondo il quale l'associazione militare comporta l' “inquadramento degli associati in corpi, reparti o nuclei, con disciplina e ordinamento gerarchico interno analoghi a quelli militari, con l'eventuale adozione di gradi o uniformi, e con organizzazione atta all'impiego in azioni di violenza o minaccia”. In tale decreto si sanziona penalmente l'attività di chi promuove, costituisce, organizza, dirige ovvero partecipa ad associazioni di carattere militare, le quali perseguono anche indirettamente scopi politici; si stabilisce il divieto dell'uso di uniformi o divise da parte di associazioni collegate con partiti politici o aventi anche indirettamente fini politici (art. 2); si concede al Ministro dell'interno la facoltà, limitatamente a periodi di tempo determinati, di vietare l'uso in pubblico di uniformi e divise da parte di associazioni od organizzazioni di qualsiasi natura (art. 3).
Per la sussistenza dell'associazione militare, dunque, non è richiesto il possesso di armi, ma sono sufficienti un'organizzazione di tipo gerarchico analoga a quella militare e la dotazione di uniformi. La ragione è chiara: quando alla forza peculiare insita nel fenomeno associativo, esaltata dal carattere militare dell'organizzazione, si accompagna il perseguimento di scopi politici, anche in forma indiretta, viene messa in gioco - come osservava Costantino Mortati - l' “esigenza più essenziale del regime democratico”, costituita dall'eliminazione “di tutti i fattori di turbamento, e in primo luogo di quelli che tendono a sostituire alla suggestione delle idee quella della forza”. “Non è solo l'uso effettivo della violenza - concludeva Mortati - che si deve impedire, ma tutto ciò che la rende possibile, o che semplicemente può far temere l'impiego potenziale della medesima”».
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