Zanzara tigre, nel mirino tombini e caditoie
Avviata la campagna di prevenzione pubblica. Il Comune: ecco le regole per i privati
Da alcune settimane il camioncino attrezzato per la lotta alle zanzare attraversa le strade della città e delle frazioni. E' in vigore da aprile, infatti, e lo rimarrà fino a tutto ottobre l'ordinanza del sindaco di Ferrara che attiva la campagna di prevenzione e di controllo delle malattie trasmesse dalla zanzara tigre (Aedes albopictus) affiancata dalle azioni previste dal piano regionale per la lotta alla zanzara.
Il piano, a Ferrara, è coordinato dal servizio Salute e Politiche socio sanitarie del Comune, dal Dipartimento di Sanità pubblica dell'Asl e dal Dipartimento di Biologia ed Evoluzione di Unife. Nei sette mesi indicati dall’ordinanza sarà l’Amsefc a trattare con prodotti antilarvali i tombini, le caditoie e tutti i potenziali ristagni d'acqua nelle aree pubbliche, ed eventualmente a disinfestare con trattamenti adulticidi spray solo in casi di infestazione straordinaria o di emergenza a seguito di epidemie trasmesse da vettori.
Dalla fine di maggio il personale del Dipartimento di Scienze della vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara inizierà la campagna di monitoraggio delle 79 ovitrappole presenti sul territorio comunale. I tecnici, riconoscibili dalla maglietta beige e da un distintivo, posizioneranno le ovitrappole di colore nero e ogni quindici giorni gestiranno le listelle nei siti prescelti del territorio comunale, mentre l'Amsefc ha già cominciato i cicli di trattamento con prodotti antilarvali nelle oltre 33 mila caditoie presenti nella rete stradale pubblica.
Da luglio a settembre il Comune ha dato l’incarico al Dipartimento di Scienze della vita e Biotecnologie di Unife di effettuare i controlli di qualità sull'efficacia dei trattamenti effettuati dalle ditte di disinfestazione in circa 270 caditoie pubbliche del Comune.
Inoltre è necessario «continuare a informare la cittadinanza e renderla consapevole del suo ruolo strategico nella lotta alla zanzara tigre. Una lotta che non può avere esiti positivi senza un coinvolgimento attivo della popolazione», spiega il Comune. I siti di proliferazione della zanzara tigre nelle aree pubbliche sono solo circa il 30% del totale. Il rimanente 70% delle zone dove intervenire è di proprietà privata.
«E' quindi necessario che i cittadini mettano in atto misure di prevenzione e di trattamento nelle aree di loro competenza», sottolinea ancora l’assessorato. Il consiglio è di trattare regolarmente (ogni 15 giorni circa, comunque con la frequenza consigliata dalle istruzioni allegate al prodotto scelto) i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi, eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno, verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite, coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l'acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese, tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre.
Evitare invece di accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante, lasciare che l'acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiale e legna, lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l'apertura verso l'alto, lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni, svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori. Info: Amsefc S.p.a Tel. 0532/230121, fax 0532/230135; U.R.P - Informacittà, tel. 0532 419770; Servizio Sanitario Regionale, numero verde: 800 033 033; sito: www.zanzaratigreonline.it
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