Cadf, sostanza nei tubi fa preoccupare i grillini
MIGLIARO. Il consigliere comunale di Fiscaglia, Mirko Barbieri (M5S) ha presentato un’interrogazione riguardante la somministrazione di un prodotto Alifos nelle tubature del Cadf. «Il 9 giugno...
MIGLIARO. Il consigliere comunale di Fiscaglia, Mirko Barbieri (M5S) ha presentato un’interrogazione riguardante la somministrazione di un prodotto Alifos nelle tubature del Cadf. «Il 9 giugno dello scorso anno - scrive Barbieri - è stato pubblicato un avviso di aggiudicazione ad affidamento diretto fatto da Cadf (l'acquedotto del delta) a favore di Ncr Biochemical spa per la fornitura di "Alifos Lcz"per condotta per acqua. Atersir - prosegue Barbieri - nel consiglio locale di Ferrara del 16 marzo 2014 aveva approvato il piano degli interventi. Nel documento si approva la realizzazione dei punti di dosaggio dell’Alifos nel comune di Fiscaglia descritto come intervento di ottimizzazione (qualità acqua) per un importo di 20 mila euro». Alifos Lcz è un formulato a base di acido solforico (vetriolo) e zinco cloruro che come descrizione di utilizzo è definito anti-corrosivo. «Le domande che si pongono - scrive Barbieri - sono queste: per quale motivo si immette tale sostanza nella rete idrica, per fermare la corrosione di tubazioni in ferro o per diminuire la concentrazione di fibre di amianto nell'acqua? I parametri di purezza richiesti dalla direttiva europea 213/2012 sugli additivi alimentari è stata verificata dalla Asl competente? Dato che l'acido solforico (E 513) è consentito per l'uso alimentare ma i possibili effetti nocivi per la salute sono tuttora oggetto di studio e dovranno essere chiariti dalla Autorità Europea per la sicurezza alimentare entro il 2018 non si ritiene opportuno richiedere un parere all’Istituto Superiore di Sanità? È stato previsto un piano di monitoraggio per la concentrazione di tale formulato nell'acqua della rete? E’ stata adeguatamente informata la cittadinanza dell'immissione di tale sostanza nella rete acquedottistica o dovranno bere inconsapevolmente ogni cosa? Nella interrogazione dell’1 dicembre 2014 chiedevamo delucidazioni a Cadf sullo stato delle nostre tubature, il risultato emerso evidenzia quasi il 50% delle tubature in cemento-amianto. Dai dati analitici non hanno riscontrato la presenza di amianto. La cosa che più ci lascia perplessi è la loro affermazione, "L'assenza di pericolo nell'acqua potabile è dovuto al buono stato della rete, alla cura messa nelle operazioni manutenzione ed alla particolarità del materiale consistente nella formazione di una pellicola di biofilm tra la parete della tubazione e lo scorrimento dell'acqua che impedisce il rilascio di particelle"».
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