Cri, ci sono i soldi ma non le maestre
Scarsa disponibilità tra il personale di nidi e materne a lavorare 2-4 settimane in più incassando un extra di 500-1000 euro. Il Comune ricorrerà ai privati
I Centri ricreativi per l’infanzia si faranno. Ormai è scritto. Ci sono pure i soldi. Ma difficilmente i bambini ritroveranno le loro maestre. È più probabile che passeranno qualche calda settimana estiva in compagnia di educatrici di cooperative sociali o di aziende private. Una bella fetta del personale dei nidi e delle materne comunali non ne ha voluto sapere di lavorare un paio di settimane in più nei Cri. In cambio l’amministrazione comunale, oltre allo stipendio, aveva messo sul piatto 500 euro lordi, che diventavano 1000 per chi si rendeva disponibile quattro settimane.
L’accordo sull’extra è stato raggiunto con i sindacati. Ma quando la proposta è stata presentata al personale delle scuole d’infanzia è arrivata la brutta sorpresa. Per un motivo o per l’altro sono piovuti tanti no. Di dipendenti disposti a lavorare nel periodo che va dal 29 giugno al 24 luglio ce n’è solo una ventina, mentre per assicurare il buon funzionamento dei Cri serve una squadra di 30-35 persone. Un bel problema. Indietro non si può e non si vuole tornare. L’Istituzione Scuola del Comune proprio in questi giorni ha inviato alle famiglie dei bambini da 0 a 6 anni la lettera che li informa sulle procedure per l’iscrizione ai Cri 2015.
Le possibilità sono due: far lavorare fianco a fianco educatrici pubbliche ed educatrici private - con contratti diversi - o affidarsi interamente a queste ultime. L’orientamento è quello di andare verso l’esternalizzazione integrale dei Cri, anche perché la regola che viene normalmente seguita nelle scuole d’infanzia comunali è quella dell’omogeneità: o gestione diretta o gestione esternalizzata.
I sindacati avevano chiesto e poi concordato un incentivo di un certo rilievo anche per scongiurare questa eventualità del ricorso al privato sociale. Il passaggio stretto dei Cri doveva servire per portare acqua al mulino della gestione diretta, invece l’esito della vicenda fornirà un argomento in più a chi ritiene che convenga tenere la porta bene aperta alle gestioni esternalizzate.
Due mesi fa i Cri erano in alto mare: i genitori li reclamavano anche se il Comune non li aveva messi nel conto. L’assessore alla pubblica istruzione Annalisa Felletti, il sindaco Tiziano Tagliani, i vertici dell’Istituzione Scuola si sono mossi. Ci sono stati incontri, verifiche e nella partita è entrato anche l’assessore al bilancio Luca Vaccari. Per soddisfare le richieste dei genitori bisognava infatti reperire nuove risorse. Nella manovra fiscale da 8 milioni una posta di circa 200 mila euro servirà proprio per finanziare fuori budget Cri e Cre.
Anche nel caso siano esternalizzati, i Cri restano confermati dal 29 giugno al 24 luglio. Cri-Nido: 126 posti (63 al Pablo Neruda e 63 all’Ugo Costa); Cri-Materna: 130 posti (78 al Neruda e 52 al Costa). Le iscrizioni - esclusivamente online - sono possibili dal 18 al 29 maggio sul sito www.is.fe.it.
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