Meno auto nelle vie Garibaldi e Mazzini
Per salvaguardare la pavimentazione danneggiata c’è un piano dell’assessore Modonesi per una Ztl più restrittiva
Passando a piedi o in sella alla bicicletta, è impossibile non accorgersi di quanto via Garibaldi e via Mazzini richiedano seri interventi. Le lastre di porfido e trachite “ballano”, la pavimentazione è sconnessa e qualche mattonella è addirittura rotta o sbrecciata. Tanto che se non si fa bene attenzione si rischia di inciampare e di farsi del male. L’amministrazione comunale ha deciso di correre ai ripari: si preparano lavori di manutenzione ordinaria, tuttavia la soluzione viene individuata in un’ipotizzata limitazione dei passaggi delle automobili, prime imputate per l’ammaloramento del fondo delle due strade. «Non a caso – sostiene l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi – i punti più dissestati coincidono con quelli in cui c’è il transito delle auto: la parte iniziale di via Garibaldi, ossia quella che va da corso Isonzo a via Boccacanale di Santo Stefano, e quella terminale di via Mazzini, da piazza Trento Trieste fino a via Terranuova».
Ecco allora che la giunta ha dato mandato all’ufficio mobilità del Comune di predisporre uno studio di fattibilità relativo a un piano di revisione, in senso più restrittivo, della Zona a traffico limitato del centro storico. Attenzione che non si tratta di una pedonalizzazione completa. In pratica si tratta di individuare due “sottozone” nelle zone A e B, le due che incorporano rispettivamente le vie Garibaldi e Mazzini. «L’ipotesi è di permettere il passaggio in auto nelle due strade esclusivamente a chi vi risiede e a chi abita in quelle strettamente limitrofe. Per esempio, la via Aldighieri e il comparto Muzzina-Colomba nel primo caso, le vie Vittoria e Vignatagliata nel secondo», sottolinea Modonesi. Il tutto con l’obiettivo di non penalizzare gli abitanti del centro, assestando comunque un nuovo colpo all’uso delle quattro ruote nel cuore della città. Interventi sempre delicati e da definire senza sbavature, per non rischiare di essere controproducenti. «Va trovato un punto di equilibrio ed è una cosa tutt’altro che semplice, ma i tecnici ci stanno provando», assicura l’assessore ai lavori pubblici, affiancato in conferenza stampa dall’ingegnere capo Luca Capozzi, dal dirigente del servizio infrastrutture e mobilità Enrico Pocaterra e dal responsabile dell’unità operativa infrastrutture Antonio Parenti. Quanto al dissesto di parte delle vie Mazzini e Garibaldi, le cause vanno ricercate anche facendo riferimento al fatto che i rifacimenti di tipo strutturale risalgono al 1998 nel primo caso e a oltre vent’anni fa nel secondo. Quindi un certo “affaticamento” è comprensibile.
Fabio Terminali
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