La Nuova Ferrara

Ferrara

‘Rocky Pilastro’ resta in carcere

‘Rocky Pilastro’ resta in carcere

Stalker seriale da un mese in cella, ma su Facebook la paura che fosse già libero

3 MINUTI DI LETTURA





Il tam-tam era partito dalle sue vittime, che impaurite credevano che «Rocky Pilastro» oppure «Il Toro» o D.P., il 25enne stalker seriale, fosse uscito dal carcere. Lo credevano dopo aver letto su Facebook alcuni post «da tanto non ci sentivamo... è un piacere sentirti». Probabilmente questi post erano dei fake, falsi e potrebbero essere stati scritti dagli stessi suoi fiangheggiatori di Facebook sui quali l’indagine di polizia e procura è ancora aperta. Lui, invece, D.P. (le generalità vengono omesse anche questa volta, come quando venne arrestato per tutelare le sue vittime) resta ancora in carcere, dove è detenuto da oltre un mese, dopo l’ordine di custodia cautelare che il gip Silvia Marini ha deciso per lui per la sua pericolosità sociale. Pericolosità che si riverbera sulle sue vittime, ancora oggi condizionate dalle vicende che li hanno coinvolti. Ricordiamo, infatti che D.P. è stato arrestato non solo per gli ultimi episodi di stalking su ragazzini tra i 14 e i 16 anni, ma per aver terrorizzato, perseguitato (tramite Facebook o altri social), minacciato e anche picchiato amici delle sue vittime: a tutti imponeva col terrore un rapporto di amicizia del tutto patologico. Lui è ancora in carcere, dunque per tutti gli episodi che fanno da corollario agli ultimi due, in tutto una decina di atti di persecuzione concretizzati in 8 anni di stalking, su ragazzi, solo maschi (ribadiamo che non vi è però matrice sessuale nei suoi atti di stalking). Lui, D.P. usava profili falsi su Facebook, intestati a ‘Il trapanatore', ‘Rocky Pilastro', ‘Francesco Santagata', e poi bersagliava con messaggi su Ask, Whatsapp o sms a raffica le sue giovani vittime: si creava una doppia identità e assumeva il ruolo di persecutore e difensore della stessa vittima. Una schizofrenia pericolosa. Tanto che alla notizia (falsa o percepita) che potesse essere uscito dal carcere, tanti hanno tremato: come hanno fatto in tutti questi anni visto che le famiglie interessate sono state devastate dalla violenza psicologica che ha destabilizzato genitori e vittime dello stalker costretti a cambiar vita, abitudini, scuole, compagnie di amici, e genitori anche percorsi cittadini con auto e mezzi pubblici. I suoi difensori, interpellati ieri mattina, ora dal punto di vista giudiziario stanno valutando gli eventuali ricorsi contro i provvedimenti nei confronti del ragazzo stalker.

L’inchiesta condotta dalla pm Ombretta Volta e dalla squadra mobile, al momento, va avanti e deve valutare con attenzione - come dicevamo - quei profili paralleli di altri ragazzi che avrebbero di fatto aiutato D.P. nella costruzione degli atti persecutori.

Probabilmente gli stessi che hanno fatto girare i post che hanno allarmato tanti ragazzi, vittime e non, poichè «Rocky Pilastro» si trova in carcere con il massimo divieto di comunicare all’esterno con strumenti informatici, visto che gli erano stati negati gli arresti domiciliari in casa, proprio per questo, per evitare contatti e continuare a terrorizzare i suoi «mici»-vittime.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google