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SOLDATO BARONI VADA NELLE SCUOLE

Travisano in chiave sensazionalista ogni notizia riguardante Daesh in Medio Oriente o Boko Haram in Nigeria. C'è la tendenza forse non innocente a vedere guerre di religione ovunque e a spacciare...

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Travisano in chiave sensazionalista ogni notizia riguardante Daesh in Medio Oriente o Boko Haram in Nigeria. C'è la tendenza forse non innocente a vedere guerre di religione ovunque e a spacciare come un fatto fondato la premeditata persecuzione dei cristiani nel mondo.

Così Baroni immagina con la sua milizia di sventare attacchi a chiese, a scuole o altri simboli della nostra civiltà che gli pare siano minacciati da un nemico invisibile arrivato fra noi con i barconi dell'immigrazione clandestina. Nulla di più falso da un punto di vista oggettivo.

E anche nulla di più sbagliato per combattere il terrorismo islamico e l'integralismo religioso. Le stragi che qualcuno legge come persecuzione dei cristiani nascondono guerre e rivalità di tutt'altro genere, spesso economiche. In Nigeria l'élite dominante è sempre stata cristiana e la massa mussulmana. Le stragi di cristiani in Siria e Iraq sono parte di un attacco generalizzato contro chiunque non sia mussulmano e sunnita e fra i sunniti devoto a quella particolare e perversa forma di Islam inventato da Daesh. E qui sta proprio uno degli elementi del problema. I fanatici del sedicente Stato islamico non sono osservanti rigorosi di una religione, ma schegge deviate che, in una deriva identitaria nutrita da un individualismo tutto europeo negatore di ogni autorità, si sono costruiti una religione fai da te.

Non ha senso parlare di islam radicalizzato, come non avrebbe senso parlare di cattolicesimo radicalizzato. Solo un male può essere radicalizzato, non una nozione di bene supremo come la religione. C'è un dato che emerge in tutti i paesi europei da dove partono nuovi volontari di Daesh. Gli arruolamenti aumentano a fine anno scolastico. Quando per tanti giovani provenienti dall'immigrazione arriva la pagella, e con il suo voto negativo la conferma di un fallimento personale e scolastico.

Ragazzi stigmatizzati dalla loro origine che non riescono a integrarsi nelle nostre società e così cercano un'altra appartenenza, stavolta religiosa, perché i paesi da cui provengono i loro genitori sono finti, inventati dal colonialismo, e privi di identità nazionale. Ma nella scelta religiosa non seguono la tradizione dell'islam ufficiale. Così si inventano un credo che non esiste e a quello si votano perdendosi poi in una spirale di distruzione. Sono questi gli assassini di Charlie Hebdo e di Copenhagen, non membri di chissà quale commando di teste di cuoio.

Se è di questo che ha paura Baroni, è nelle scuole che deve mandare le sue milizie, non con il porto d'armi, ma con una grande capacità di ascoltare e di intercettare lo smarrimento di questi giovani.

Questo è un problema identitario e di società, che si risolve con l'inclusione, con la capacità di offrire a questi ma anche ai nostri giovani un progetto a cui credere, una prospettiva di vita, un'autorità di cui fidarsi e alla cui credibilità contribuire.

Un'opera ben più difficile che presidiare monumenti con un basco nero in testa e un fucile di legno in spalla.

Diego Marani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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