Il pm: vanno tutti condannati
Accusati in cinque, tra cui un vigaranese, per etichette contraffatte
VIGARANO MAINARDA. Condanne per tutti gli imputati, a vario titolo e tra loro un vigaranese, accusati di aver messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata alla frode nella vendita di prodotti agro-alimentari: avrebbero contraffatto le etichette che certificano la qualità delle sementi lavorate. Sono le richieste fatte ieri dal pubblico ministero Benedetto Roberti nella requisitoria del processo in corso a Padova. Per gli imprenditori Enrico Miatello, 70 anni, titolare dell'azienda Sumeran Handels srl con sede a San Martino (Padova), fallita pochi mesi fa, e il figlio Simone Miatello, 40, titolare della Sementi Miatello Trentin, il pm ha reclamato la condanna a 7 anni per il primo, 4 anni e 4 mesi per il secondo. Sollecitate condanne a 2 anni, con la condizionale, per i coimputati Manuela Baccarin, 40 anni di Bolzano Vicentino, titolare della tipografia Maner specializzata nell'etichettatura elettronica, e Giovanni Salvalaio, 67 di Maerne di Martellago (Venezia), agente della ditta; infine di Pantaleo Ingrosso, 63 di Vigarano Mainarda, titolare di una tipografia. Difese e sentenza il 3 giugno. In più, «in questa vicenda ci sono state coperture politiche. E interferenze politiche» ha sostenuto davanti al tribunale il pm Roberti. Poi una serie di nomi: quello del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Ruffato (Nuovo Centro destra area Popolare) e del suo capo di Gabinetto Giuseppe Nezzo. E quelli degli assessori regionali Maurizio Conte all’Ambiente (ex leghista ora in quota Tosi) e Franco Manzato all’Agricoltura, con il direttore del Servizio Fitosanitario Zanini, e il direttore dell’Ufficio anti-frode con sede a Conegliano Gianluca Fregolent. Da loro - ha sostenuto la pubblica accusa in aula - i due imprenditori avrebbero cercato aiuto (senza riuscirci) per bloccare le indagini che li riguardavano. Cade dalle nuvole il presidente Ruffato: «Non so niente di niente» dichiara il presidente, «Se hanno qualcosa da contestarmi desidero essere chiamato e informato, finora, però, non ho ricevuto nulla. Nel mio ruolo ho a che fare con tantissime persone note e meno note, sicuramente anche con queste citate ma non per favorire nessuno».
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