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A Ferrara corteo anti tasse con la mucca Striminzina

A Ferrara corteo anti tasse con la mucca Striminzina

Manifestazione delle opposizioni il 22 maggio contro la manovra Imu-Irpef da otto milioni: ecco il percorso. Chiesta anche la revoca delle deleghe all’assessore Sapigni

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FERRARA - La mucca-simbolo della battaglia alle tasse ha un nome: «La chiameremo Striminzina, per dare l’idea di come la manovra ridurrà i ferraresi» hanno concluso gli esponenti dell’opposizione unita al termine del forum alla Nuova, nel corso del quale hanno tolto i veli al percorso del corteo di venerdì 22 maggio. Si partirà da piazza Municipale per girare in via Garibaldi, vicolo della Luna, piazza Castello, viale Cavour, corso Martiri e piazza Trento Trieste, di fronte a Palazzo Municipale, dalle finestre del quale si progetta di diffondere la raffica degli interventi conclusivi. A quante persone si punta? «Solo Gol ne può portare almeno cento» ha detto Francesco Rendine, e gli altri, che non si erano azzardati a fare previsioni, hanno abbozzato, «allora centinaia». Arduo fare previsioni perché si tratta della prima manifestazione unitaria dell’opposizione in città, «ma ci rivolgiamo a tutti i ferraresi che hanno creduto alle promesse elettorali del sindaco Tagliani: bilancio risanato, meno tasse». Niente bandiere, nemmeno tricolori, solo striscioni e... Striminzina.

È Matteo Fornasini (Fi) a calare la prima carta “pesante”, dopo la commissione sul Bilancio nella quale sono venute fuori motivazioni alla manovra come la futura Local tax e il buco dell’Asp: «Che l’azienda sociale fosse in difficoltà lo sapevamo dal 2009, ma in tutti questi anni cos’ha fatto l’assessore Sapigni? Nulla, il sindaco dovrebbe revocarle le deleghe». E secondo Rendine, che azzarda un’altra spiegazione all’improvviso raddoppio della manovra («fino a poco fa pensavano di incassare 6 milioni da azioni Hera»), sottolinea che il bilancio Asp va per due terzi a sostegno della struttura e solo un terzo ai bisognosi.

Non ci stanno, gli esponenti dei cinque partiti anti-tasse, a essere bollati da Tagliani come quelli che «devono studiare di più», in particolare i meccanismi del Patto di stabilità. «Quelli dovrebbe conoscerli bene lui, come dovrebbe sapere che gli sgravi per il sisma sarebbero finiti: e se non aveva capito bene, doveva andare dal “prof” governo per chiedere spiegazioni aggiuntive» lo rimbecca l’ancora studente Paolo Spath (Fdi).

Molte le ricette per la contro-manovra. C’è l’idea di Fornasini («solo un esempio») di «migliorare la gestione delle piscine che vengono affidate per 270mila euro al biennio alla Nuova Sportiva, da 16 anni di fila: e la manutenzione ordinaria della piscina scoperta di via Bacchelli è tale da metterne in dubbio l’apertura». I forzisti propongono di vendere le partecipate come Ferrara Tua e Afm, seguiti a ruota da Spath, «i privati possono gestire meglio certi servizi, visto che gli esperti pubblici fanno i risultati dell’Asp». E tra i servizi da gestire meglio ci finisce anche l’accoglienza rifugiati della “solita” coop Camelot. Più articolata la posizione dell’M5S, come spiega Federico Balboni: «Se non vogliamo parlare del passato, con il derivato Dexia che ci ha fatto accantonare 3,3 milioni di euro, guardiamo alla manovra fiscale. Stiamo studiando come ripartire meglio il carico fiscale, salvaguardando proprio quella fascia più debole, sotto i 15mila euro di Irpef, che vedrebbe aumentare del 33% l’imposta. Sono contribuenti deboli, non mucche da mungere. E la fascia meno colpita è sempre quella degli 80 euro di Renzi».

Chiusura con lo sconcerto di Giovanni Cavicchi (Lega): «Abbiamo approvato un preventivo dai numeri chiari e avallati pure dai revisori, per sentirci dire subito dopo che bisognava rifare tutto. Spieghino il perché ai ferraresi».

Stefano Ciervo

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