Carradori (S.Anna): troppo un mese di attesa per un nodo-sentinella
Il neodirettore ammette che su tempi e costi degli interventi si deve fare di più. Bardasi (Asl): ma qui i medici costano il doppio
FERRARA
Esordio ieri pomeriggio in commissione Salute per i nuovi direttori di Asl, Paola Bardasi, e Sant'Anna, Tiziano Carradori. Un primo incontro per conoscere i consiglieri comunali, durante il quale il successore di Rinaldi ha tracciato un ritratto in chiaroscuro dell'azienda che governa da un paio di mesi. Carradori non ha infatti minimizzato l'esodo di ferraresi verso altre province: «ogni cento ricoveri necessari, 77 sono soddisfatti da ospedali della nostra provincia e 23 fuori». Eccezion fatta per Piacenza, nessuna provincia dell'Emilia Romagna presenta una simile emigrazione, per nulla compensata dai pochi che arrivano. «Questi dati interrogano la nostra capacità di rispondere alle domande: la tempistica ha dei problemi - ha ammesso il dg -: i tempi d'attesa per visite specialistiche e ricoveri per interventi correlati a tumore non sono quelli che ci si attende a livello regionale e ministeriale».
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Sollecitato sul carcinoma della mammella da Alessandro Bazzocchi (5 stelle), Carradori ha parlato di tempi che «vanno sensibilmente migliorati, senza girarci intorno. Non possiamo aspettare un mese per il linfonodo sentinella». Il dg ha pure segnalato che «alcuni punti erogativi saturi, mentre altri hanno una capacità produttiva che solo con l'integrazione potrebbe essere messa a completo rendimento». Proprio l'integrazione, anche fra le due aziende, sembra il principale obiettivo del suo mandato, a partire dai servizi amministrativi: «Meglio avere un unico servizio personale anziché quattro, magari destinando il risparmio a un posto in Residenza sanitaria protetta». Sul punto, il presidente della commissione Alberto Bova (Ferrara concreta) non ha risparmiato la battuta: «Meglio un'azienda anziché due!». D'accordo il direttore: «Se vuole un mio giudizio tecnico, sì». Oltre ai servizi, sembra sovrabbondare il personale: «Abbiamo il 12% in più di infermieri e il 16% in più di medici rispetto alla media dei policlinici regionali, ci saranno politiche di integrazione anche nei loro confronti, usando tutte le leve contrattuali».
Obiettivo di lungo periodo è «un'unica assistenza ospedaliera: se Cona ha difficoltà nel rispondere in tempi opportuni sugli interventi di bassa complessità, si possono sviluppare in tal senso altre chirurgie». Bisogna anche finire il trasloco, visto che ora «sosteniamo costi per utenze sia a Ferrara sia a Cona, e sono milioni di euro». Entro luglio sarà trasferita l'Oculistica, entro febbraio il Pellegrino, «ma servono interventi che adeguino le strutture. Il trasferimento era previsto per inizio marzo ma mi chiedo con quali ragioni». Bardasi dal canto suo ha acceso un faro sui medici di medicina generale, che tra l'altro «qui costano 9,43 euro pro capite contro una media regionale di cinque». A questi bisognerà far capire «che dalle loro scelte dipende un appropriato consumo di prestazioni e farmaci: solo per questi ultimi buttiamo via tre milioni e mezzo l'anno».
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