Mad Max ricomincia con Hardy al posto di Gibson
Il quarto capitolo della saga in sala
Bisogna tornare indietro di 36 anni per vedere con “Interceptor” l’origine di Mad Max con protagonista un promettente Mel Gibson, al quale seguirono a stretto giro di pellicola i sequel: “Interceptor il guerriero della strada” nel 1981 e “Mad Max oltre la sfera del tuono” (1985), sotto il marchio di fabbrica dell’australiano George Miller. Dopo trent’anni ritorna l’eco di Mad Max anche se questa volta cambia la storia, l’epoca e soprattutto attore protagonista. Miller infatti per questo western australiano post atomico sceglie come protagonista l’inglese Tom Hardy, famoso per il ruolo di co-protagonista insieme a Di Caprio in “Inception” di Christopher Nolan. Ma considerato che negli ultimi action movie il ruolo cardine è interpretato da attori che hanno abbondantemente superato anagraficamente gli “anta”, anche un Mel Gibson prossimo al traguardo dei sessanta avrebbe fatto la sua onesta figura. Anche in questo quarto capitolo da post trilogia Max è uno spirito ribelle e battagliero che combatte per un mondo più giusto, troverà sulla sua strada Furiosa, di nome e di fatto, donna spigolosa e di fascino anche perché è interpretata da Charlize Theron, qui con un’acconciatura, si fa per dire, alla Demi Moore in “Soldato Jane”. In quelle sperdute lande desertiche sembra di respirare la desolazione di “Razorback”, film d’esordio del visionario Russell Mulcahy e il clima da senza tetto né legge di “Codice genesi” degli Hughes. Nonostante l’investitura fuori concorso a partecipare al festival di Cannes, francamente questo genere di film ha un po’ stancato, nonostante la firma prestigiosa di Miller, tra l’altro premio Oscar per l’animazione di Happy Feet, e un buon cast con le facce sporche. Tutto però è molto ripetitivo e dopo quattro film può anche calare il sipario con un sospiro di sollievo.
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