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CASO RIaPERtO

Ucciso 26 anni fa e abbandonato sotto l’argine del Po

Ucciso 26 anni fa e abbandonato sotto l’argine del Po

Aveva 18 anni, willy Vilfrido Branchi, quando venne trovato morto la mattina del 30 settembre 1988, il corpo martoriato e nudo, a ridosso dell’argine del Po, alle porte del paese di Goro. La sua...

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Aveva 18 anni, willy Vilfrido Branchi, quando venne trovato morto la mattina del 30 settembre 1988, il corpo martoriato e nudo, a ridosso dell’argine del Po, alle porte del paese di Goro. La sua morte mise sotto choc l’intero paese, con la caccia al mostro-mostri che ancora oggi non hanno un nome. Formalmente, perchè nonostante siano passati oltre 26 anni, nomi, cognomi e soprannomi di chi uccise, aiutò chi lo fece e poi coprì l’omicidio si sono sempre conosciuti. Nell’ottobre scorso la procura ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Willy, sollecitata da una indagine privata della famiglia. Da allora l’inchiesta ha preso quota, e isolato perlomeno il movente del delitto, avvenuto nell'ambito di un giro di prestazioni omosessuali con la morte di Willy decisa perchè il ragazzo voleva uscirne e minacciò di svelare tutto a genitori e al paese.

Fu ucciso con una pistola usata per macellare i maiali, e massacrato di botte. Come riferito da tanti e come anche la Nuova Ferrara registrò nella chiacchierata fatta con don Tiziano Bruscagin nella sua canonica nel Padovano (colloquio verbalizzato in procura dal cronista), tre erano le persone coinvolte: un anziano che uccise il ragazzo (oggi deceduto), e altri due che lo aiutarono ad occultare il cadavere. E altri che coprirono, pur sapendo, la verità.

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