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Bilancio, la rabbia di Confartigianato

Bilancio, la rabbia di Confartigianato

Vancini: «Il Comune ha deciso senza consultare le categorie L’aumento Imu frena l’edilizia, quello Irpef è un paradosso»

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«Ringrazio l'assessore comunale competente, Luca Vaccari, per avere illustrato alle associazioni di categoria il bilancio. Un atto di cortesia che rimane tale, dato che ogni decisione è già stata assunta, l'approvazione in Consiglio è imminente e non rimane tempo per accogliere suggerimenti e apportare correttivi in nome del sempre auspicato e invocato confronto. Quindi, per dirla alla Fruttero, siamo stati informati dei fatti». È un’ironia amara, quella che il segretario generale di Confartigianato Giuseppe Vancini riserva - nel merito ma soprattutto nel metodo - all’amministrazione di Ferrara dopo la presentazione del bilancio». Non resta dunque che prendere atto anche «delle motivazioni che giustificano l'aumento complessivo delle tasse, che con particolare riferimento all'addizionale Irpef e all'Imu - sia per case che capannoni - , sono state individuate nel taglio dei trasferimenti statali e negli ingenti accantonamenti imposti dal nuovo Patto di Stabilità». Al netto delle oggettive difficoltà del momento, due sono gli appunti i Vancini: «ancora una volta si ricorre all'aumento della tassazione, quando da anni noi andiamo sostenendo la strada contraria, cioè l'abbassamento, perché la lievitazione di Imu e Irpef non può che diminuire ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie. Nello specifico dell'Imu, poi, colpisce ancora il settore dell'edilizia, già compromesso da anni di crisi, la cui ripresa potrebbe portare a un rilancio dell'indotto e dell'occupazione». Inoltre «siamo al paradosso in cui a livello locale aumentiamo l'Irpef e a livello centrale il Governo stanzia gli 80 euro in busta paga. Quindi da un lato il Governo dà, dall'altro il Comune toglie. Infine, so bene che il compito dell'assessore è fare quadrare i conti. E ci è riuscito. Ma come rappresentante di un'associazione con circa 3mila soci e altrettante famiglie, senza considerare i dipendenti, non posso che prendere le distanze».

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