Omicidio Branchi, l'inchiesta riparte dalle impronte digitali
Goro, i cittadini saranno convocati dagli inquirenti. La tensione resta alta, ma l'indagine si fa sempre più difficile dopo l'interrogatorio a vuoto dell' ex prete don Tiziano Bruscagin, indagato per falsa testimonianza
GORO. Che fosse difficile arrivare a dare un nome e un volto all’assassino (o agli assassini) di Willy Branchi, la famiglia lo sapeva fin dall’inizio. Forse, però, si aspettava una strada leggermente meno in salita anche se non per questo impossibile da percorrere tanto che il fratello Luca, supportato da parenti, amici, ma soprattutto dal suo avvocato Simone Bianchi, guarda avanti con fiducia.
Di sviluppi, al momento, ce ne sono pochi e comunque, onde evitare intoppi nelle indagini, le bocche degli inquirenti restano cucite.
Al momento ancora nessuno sarebbe stato chiamato, così come trapelato nelle scorse settimane, a lasciare le impronte digitali, impronte che dovrebbero essere confrontate con quelle che sarebbero state trovate sul portafogli che il 18enne Willy aveva quella sera. Ancora difficile capire se la salma verrà o meno riesumata al fine di trovare tracce biologiche ch epotrebbero portare al colpevole. La tensione, comunque, resta alta. «A nome della famiglia di Vilfrido Luciano Branchi, nonché personalmente, desidero esprimere solidarietà ai giornalisti che stanno seguendo la vicenda relativa all’omicidio di Willy - srive l’avvocato Bianchi - Toni e comportamenti minacciosi ricevuti giovedì davanti al Tribunale di Ferrara (per aver registrato l’intervista con Don Tiziano Bruscagin offrendo così un elemento importante per la riapertura dell’indagine), rappresentano un fatto estremamente grave, che viola i più elementari principi del vivere civile. Comportamenti messi in atto contro i cronisti solo per aver svolto il proprio lavoro con professionalità e correttezza, lasciano in noi una profonda sensazione di amarezza. Fermare, o meglio, tentare di fermare mediante toni minacciosi le persone che nell’ambito della propria attività lavorativa seguono questa vicenda ormai da molto tempo, non potrà in alcun modo arrestare la sete di verità che anima la comunità, non solo di Goro; anzi, non fa altro che aumentarla. Ringraziamo quindi i giornalisti che tanto hanno fatto e tanto stanno facendo per la famiglia Branchi e desideriamo esprimere nei loro confronti la più profonda stima».
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