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lunedì 18 maggio

Poste, presidio in prefettura con lo sciopero dei lavoratori

Poste, presidio in prefettura con lo sciopero dei lavoratori

Lunedì 18 maggio è in programma uno sciopero dei lavoratori delle Poste con presidio davanti alle Prefettura di Ferrara in corso Ercole I d'Este,16 dalle 11 alle 12. I sindacati motivano lo sciopero...

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Lunedì 18 maggio è in programma uno sciopero dei lavoratori delle Poste con presidio davanti alle Prefettura di Ferrara in corso Ercole I d'Este,16 dalle 11 alle 12. I sindacati motivano lo sciopero per poter dare un servizio migliore garantendo una adeguata occupazione.

«Il servizio universale - secondo la nota dei sindacati - secondo la legge italiana, indica una situazione che comporta degli oneri a carico di un gestore pubblico o privato di un servizio di pubblica utilità al fine di garantire uno standard minimo predefinito di qualità di servizi, per i quali non sia possibile l'equilibrio economico, ma che si ritiene tuttavia necessario di garantire alla collettività, nel caso anche con meccanismi di compensazione finanziaria pubblica. Oggi tutto questo è messo in pericolo, il processo di privatizzazione deciso dal Governo con la vendita del 40% di Poste Italiane (solo per fare cassa), lascerebbe in uno stato d'abbandono il servizio universale. Per questo, Poste per abbassare i costi sta tagliando sul personale, non sostituendo le uscite di chi va in pensione o di chi esce con esodi incentivati, nonostante l'aumento dei servizi erogati negli uffici e delle tipologie di prodotto recapitate dai portalettere. Sempre meno addetti, il che impedisce l'apertura di tutti gli sportelli, con il risultato di file e tempi d'attesa sempre più lunghi... uffici che in alcuni giorni rimangono chiusi adducendo quale scusante il “guasto tecnico” ma che in realtà è dato dalla mancanza di operatori. Non riuscendo ad erogare un servizio universale adeguato, le conseguenze saranno la chiusura definitiva di uffici postali che sono ritenuti diseconomici, che comporteranno ricadute e disagi sui cittadini di quelle comunità e località interessate dal taglio del servizio. Sempre meno portalettere: non è colpa loro se spesso non riescono a consegnare giornalmente tutta la posta in arrivo, con ritardi nei tempi di consegna nonostante la loro disponibilità ad una maggiore flessibilità».

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