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«Ferrara ospiti un grande centro profughi»

«Ferrara ospiti un grande centro profughi»

Mascellani: don Bedin ha ragione, accogliamone tanti. Uno di loro magari diventa sindaco. Il Comune prepara il bando per il punto di raccolta provinciale

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FERRARA. È atteso per la prossima settimana il bando pubblico del Comune per l’hub cittadino di accoglienza temporanea dei profughi destinati alla nostra provincia.

«Dobbiamo rispondere al più presto alle sollecitazioni del prefetto di Bologna - ribadisce l’assessore Chiara Sapigni - che ci richiede un gruppo di alloggi di passaggio con 80 posti di disponibilità, per ospitare i profughi il tempo necessario a trovare una sistemazione più duratura. Per quanto? Diciamo qualche settimana, forse un mese. Dove? Sarebbe preferibile in città e in una struttura unica, al massimo in due o tre vicine, per spendere meno in termini di servizi e sicurezza». All’affittuario, o ai due-tre sui quali potrà eventualmente articolarsi una proposta organica, sarà richiesta la disponibilità di un anno di affitto.

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Tra le strutture che sembrano adeguate, oltre ai Gesuati, c’è senz’altro Darsena City. «Un bando per l’hub dei profughi? Non ho ancora valutato la cosa, certo mi sembra interessante» dice Roberto Mascellani, costruttore e gestore del complesso che ha numerosi appartamenti vuoti. E Mascellani si spinge anche oltre: «Ho letto la proposta di don Domenico Bedin sui profughi, e mi trovo d’accordo con lui. L’idea di un grande centro di accoglienza di queste persone, in grado di coniugare l’ospitalità con un momento formativo, mi sembra un’occasione da non perdere per questa città che deve risollevarsi in un qualche modo».

Il ragionamento di Mascellani, che ricorda le sue «origini socialiste», è di tipo economico: «Questi giovani, se adeguatamente accolti e formati, possono trasformarsi in una delle poche risorse per il futuro della nostra economia e della nostra società. Pensiamo a quanta strada sono riusciti a fare gli immigrati italiani degli anni Cinquanta negli Stati Uniti. Tra i loro figli, uno è perfino riuscito a diventare sindaco di New York (Bill De Blasio, ndr), quindi chissà che fra qualche anno uno di questi profughi, o un loro discendente, non possa diventare sindaco di Ferrara».

La proposta di don Bedin non aveva ottenuto il sostegno della Curia, e la stessa amministrazione comunale non sembra orientata ad assumersi un peso nell’accoglienza maggiore rispetto ad altre città: «Già oggi Ferrara sostiene i due terzi dell’accoglienza del territorio provinciale, intendiamo rispettare i parametri di rapporto con la popolazione residente».

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