La gente di Bondeno ricorda il sisma ma guarda avanti
In un libro le foto e le testimonianze dei cittadini Il ricavato della vendita servirà per la ricostruzione
BONDENO. È stato presentato ieri davanti ad un vasto pubblico, fatto anche di insegnanti, studenti e forze dell'ordine, con i volontari protagonisti del dopo sisma, il libro “Bondeno non dimentica”. Un volume che raccoglie testimonianze e immagini, provenienti da diverse persone che hanno inquadrato con il loro obiettivo le devastazioni del terremoto del 2012. Ad introdurre l'opera l'ex sindaco Alan Fabbri, primo cittadino all'epoca dei fatti, gli assessori Francesca Poltronieri e Simone Saletti, ma anche il fotografo Andrea Samartiani, che ha coordinato il lavoro di ricerca e selezione del materiale.
«Penso tutti ci siamo sentiti impotenti di fronte alla forza della natura - dice Francesca Poltronieri - e prigionieri nelle nostre case, ma se è altrettanto vero e giusto che la vita debba ricominciare, forse non tutti sanno che ancora quasi 700 persone non sono potute rientrare nelle loro case. Anche nella speranza di non dover più provare nulla di simile non dobbiamo dimenticare che la nostra terra ci ha confermato di essere una pericolosa zona sismica, e quindi la ricostruzione va fatta in un determinato modo».
Dopo la paura e la fase dell'emergenza, è iniziata la ricostruzione: la quale ha avuto nelle scuole il suo primo anello, con le palestre, ed ora anche centri culturali, il patrimonio preesistente e rimesso in sicurezza, come le chieste e, infine, anche l'ospedale e i cimiteri.
«Siamo a un terzo della ricostruzione tra parte pubblica e privata - dice Alan Fabbri, oggi consigliere regionale - e quello che stiamo facendo è cercare di prorogare termini per la presentazione delle domande e cercare di aiutare le imprese del cratere a ripartire. Ho firmato quasi 3mila ordinanze e l'impegno degli uffici è stato massimo, ma non è ancora finito. Vogliamo che il territorio sia ricostruito in modo più sicuro di prima e non saremo soddisfatti finché uno solo dei nostri cittadini non sarà potuto rientrare nella propria casa». Il libro è stato scritto a più mani con tutta la collettività, per trasmettere il dolore e il valore dell'impegno messo in campo. Il ricavato dalla vendita, servirà a proseguire lungo il cammino della ricostruzione. (mi.pe.)
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