Tanti libri lanciati in alto: «Abbasso la buona scuola»
Come anticipato dalla Nuova, ieri un vasto fronte composto da sindacati e associazioni ha annunciato una nuova agenda di iniziative contro il disegno di legge La Buona Scuola, in discussione in...
Come anticipato dalla Nuova, ieri un vasto fronte composto da sindacati e associazioni ha annunciato una nuova agenda di iniziative contro il disegno di legge La Buona Scuola, in discussione in questi giorni alla Camera. Domani alle 18.20 in piazza Trento Trieste si svolgerà un flash mob dei lavoratori del settore ma anche di studenti e famiglie: i partecipanti sono invitati a portare un libro (magari la Costituzione) che, a un segnale convenuto, innalzeranno al cielo. A seguire, dalle 19 fino alle 24, 'Parole e musica in libertà', vale a dire microfono aperto e interventi musicali. Martedì, invece, dalle 17 alle 19 si svolgerà un presidio in Ercole I d'Este, davanti alla Prefettura, durante il quale i sindacalisti contano di essere ricevuti dal rappresentante del Governo. Ieri in piazza Verdi si è saldato un ampio fronte, che non comprende solo tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal, Gilda-Unams) ma anche Rete degli Studenti, Unione degli Studenti, Comitato a sostegno della Lip, Anpi, Movimento di cooperazione educativa e Proteo FareSapere. «Quanto sta accadendo è talmente grave che è necessario che quanti vivono la scuola aderiscano alla mobilitazione - lancia l'allarme la segretaria Flc-Cgil Hania Cattani -. Nonostante lo sciopero sia stato molto partecipato, con punte fino 90% in alcuni istituti del nostro territorio, come non accadde nemmeno in epoca Gelmini, il Presidente del Consiglio non si è fermato e continua a procedere in tempi rapidi e stretti». Anche Valentina Cervi di Gilda denuncia un «eccesso di fretta», mentre il segretario della Uil Scuola Paolo Accardo continua a rimarcare «la totale autonomia del dirigente nella vita scolastica» tra i punti più problematici del disegno di legge. Tra gli studenti Fabrizio Pasqualini e Libero Dondi, entrambi dell'Uds, denunciano gli sgravi fiscali per chi sceglie le scuole private e le pochissime risorse per il diritto allo studio. Maria Giovanna Grazzi dello Snals segnala le «troppe deleghe in bianco, ben tredici, contenute nella proposta», mentre Alessandra Zangheratti della Cisl parla delle 100mila assunzioni promesse come di «un ricatto, e comunque insufficienti rispetto alle necessità». Sul tavolo resta l'arma finale: il blocco degli scrutini.
Gabriele Rasconi
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