Accoglienza dei profughi, la destra contro Mascellani
Fabbri (Lega) e Spath (Fdi) attaccano l’idea di un centro di formazione: è business. Hub di smistamento da 80 posti? «Non a Ferrara e soprattutto nella zona Gad»
FERRARA. Resta bollente il tema-profughi, che in queste ore si gioca tra l’imminente bando comunale sull’hub da 80 posti e la proposta di don Bedin, rilanciata dall’imprenditore Roberto Mascellani, d’individuare a Ferrara un grosso centro di accoglienza e formazione. Mette tutto nello stesso calderone il leghista Alan Fabbri, «la città diventerà centro di smistamento: ringraziano scafisti, coop e certi palazzinari che col business dell’immigrazione guadagnano vagonate di soldi sulla pelle d’immigrati e cittadini». Fabbri se la prende con il sindaco Tagliani per la decisione di istituire l’hub, che peraltro è praticamente imposta dal prefetto di Bologna allo scopo di alleggerire la pressione dei profughi sul capoluogo regionale, e con lo stesso Mascellani: «Leggiamo commenti entusiastici di costruttori di case sfitte che intravedono nell’accoglienza (a nostre spese) degli immigrati la possibilità di fare un sacco di soldi. È incredibile come il buonismo, certe volte, incontri il portafoglio». E ce n’è naturalmente anche per don Bedin, accusato di rischiare di «creare insostenibili tensioni sociali».
A Mascellani risponde anche con una lettera Paolo Spath (Fdi), partendo dalla «felice parentesi del basket offerta alla nostra città». Stavolta però niente indulgenze filtrate dalla passione sportiva: «Da imprenditore Mascellani saprà sicuramente meglio di me che ci sono moltissimi italiani in condizioni di povertà, alcuni cittadini ferraresi prossimi agli sfratti da case popolari. Essi non sono meno meritevoli d’assistenza e di formazione, non sono meno meritevoli rispetto ai profughi, di una possibilità». L’ipotesi che Darsena City, gestita da Mascellani, possa partecipare al bando per l’hub fa poi rabbrividire Spath: «Cos’hanno fatto di male i cittadini di Ferrara e in particolare della zona Gad? Non capisco perché individuare un centro destinato all’accoglienza, anche solo temporanea, ancora nella nostra città (...) E perché, ancora una volta, in questa zona già purtroppo nota alle cronache, in cui la densità migratoria è molto alta e in cui i cittadini italiani sono spesso trattati come cittadini di serie B da parte delle istituzioni. Un vero e proprio ghetto». L’esponente Fdi definisce poi «molto triste la palese volontà di fare business sull’accoglienza profughi».(s.c.)
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