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Allarme alberghi per i grandi eventi Persi 200 posti ‘top’

Allarme alberghi per i grandi eventi Persi 200 posti ‘top’

Due quattro stelle e l’unico cinque stelle hanno chiuso Problemi per gli organizzatori dei festival autunnali

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Allarme alberghi per la Ferrara turistica. È questo il periodo nel quale gli organizzatori degli eventi autunnali e invernali, a iniziare dal festival Internazionale (ma anche Balloons e Capodanno), organizzano l’accoglienza per i loro ospiti, e a guardarsi intorno facendo l’appello delle strutture disponibili c’è chi ha sentito correre un brivido lungo la schiena. Il post-terremoto e la crisi senza fine hanno picchiato durissimo in città, e negli ultimi due anni la chiusura di strutture di fascia alta ha pesantemente mutilato l’offerta di qualità, ottenendo l’effetto collaterale di... aumentare la percentuale di occupazione delle camere rimaste. In centro hanno chiuso prima due 4 stelle, il Principessa Leonora e il Ripa, e poi l’unico 5 stelle, il Duchessa Isabella. «Possiamo calcolare nel complesso almeno 200 posti letto persi nella fascia alta - è il l’allerta di Nicola Scolamacchia, presidente di Asshotel Confesercenti - ormai sono rimasti solo quattro 4 stelle in centro (Astra, Annunziata, Ferrara e Corte Estense) e due fuori mura (Best Western e Duca d’Este), che lavorano molto con la clintela business. In compenso sul web si trovano una miriade di soluzioni tipo affittacamere, che sfruttano appartamenti vuoti per i periodi di punta e sono border line dal punto di vista fiscale. Di sicuro non è con loro che si può fare una politica turistica, nè programmare eventi come Internazionale».

L’allarme è partito in anticipo e c’è tempo per trovare soluzioni alternative, tanto che il vicesindaco Massimo Maisto, appena sceso dalla scaletta dell’aereo del ritorno dal viaggio in Cina, ha rassicurato: «Il festival non è in pericolo, qualche preoccupazione per la sistemazione delle decine di ospiti dell’organizzazione c’è ma una soluzione la troveremo». In prospettiva c’è da preparare la candidatura di Ferrara a tappa della Mille Miglia 2016, per la quale la disponibilità alberghiera di fascia alta nelle vicinanze del traguardo è requisito indispensabile.

Certo il risveglio amaro dal boom alberghiero di tre lustri fa non poteva arrivare nel momento peggiore, durante la comunicazione alle categorie economiche (è successo venerdì scorso) della manovra fiscale che prevede il passaggio dell’aliquota base Imi dallo 0,9 all’1,02%. «Per un albergo di grandi dimensioni significa diverse migliaia di euro in più l’anno, le nostre aziende non sono in grado di sostenere alcun tipo di aumento della tassazione» è la dura considerazione di Scolamacchia. Asshotel non riesce a proporre rinnovi contrattuali, «siamo costretti a penalizzare i nostri dipendenti, come possiamo accettare passivamente l’incremento di una tassa, l’Imu, per giunta totalmente slegata dall’effettiva generazione del reddito d’impresa? Le nostre aziende, il sistema ricettivo della nostra città, sono in evidente sofferenza» insiste il presidente degli albergatori Confesercenti. La maggioranza di loro è proprietaria dei muri, quindi paga l’Imu in prima persona, inoltre «già corrispondono un’aliquota Tari per la quale è difficile trovare una giustificazione: come può un hotel generare per metro quadro più del doppio dei rifiuti di una famiglia, che abita la stessa superficie costantemente e cucina più pasti al giorno?». E ci sono 600mila euro d’imposta di soggiorno da raggranellare.

Conclusione tranchant di Scolamacchia: «Siamo stanchi di sentir parlare di turismo come settore industriale trainante per lo sviluppo ed essere poi zavorrati. Chiediamo un segnale di coerenza al Comune, la volontà di dialogo e le idee non ci mancano».

Stefano Ciervo

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