CARE MAESTRE TRA PRIMA LINEA E PRIMA PAGINA
Immediatamente lamentano di sentirsi l’ineluttabile “mostro sbattuto in prima pagina”. Ma fatela finita con lo sbattimento, il mostro e la prima pagina. Non c’è altro modo di replicare che vada...
Immediatamente lamentano di sentirsi l’ineluttabile “mostro sbattuto in prima pagina”. Ma fatela finita con lo sbattimento, il mostro e la prima pagina.
Non c’è altro modo di replicare che vada oltre la critica alla stampa franca e il documento in latino sindacale? Il quale grazie al cielo non ha niente a che fare con “l'estrema superficialità” del giornalista. Così superficiale da avere messo in fila e a nudo le motivazioni essenziali del rifiuto: la proposta è arrivata tardi rispetto al piano ferie già stilato; la proposta esula degli impegni contrattuali delle maestre; le maestre alla fine dell’anno scolastico sono esauste.
Nella loro lettera di rincalzo le oltre settanta firmatarie moltiplicano le ragioni, che vanno dal sacrosanto alla dissenteria: largo ai precari, non c’è stata informazione, le maestre hanno saputo degli sviluppi della cosa dal giornale; la gestione affidata alle coop è una prassi; patto di stabilità, supplenze, influenze, epidemie gastrointestinali…
La lettera si chiude con una caramella al miele per il Comune datore di lavoro, e un tentativo di legnata al giornale: “Ci rendiamo perfettamente conto del periodo difficile che l’amministrazione comunale sta attraversando e come cittadini lo stiamo vivendo pure noi. Ma ci ferisce essere denigrati ed essere sbattuti come mostri in prima pagina dopo che tutti i giorni siamo in prima linea con il cuore sostenendo i bambini e le loro famiglie”.
Ferite? Denigrate? Mostri? Mancava soltanto il richiamo subliminale a Edmondo De Amicis (Cuore) per il gran finale. Però sono d’accordo con la vostra contraddizione: la prima linea coincide con la prima pagina.
Stefano Scansani
s.scansani@lanuovaferrara.it
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