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Gli alberi che fanno la storia della città

Gli alberi che fanno la storia della città

Tra Ginkbobiloba e Robinie: con il botanico Morelli e lo storico Scafuri alla scoperta dei monumenti verdi di Ferrara

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La storia di una città è anche la storia dei suoi alberi, delle piante e dei fiori. Ferrara è carica di una presenza "verde" di tutto rispetto che va riconosciuta e tutelata. Un esempio è il monumentale Ginkgobiloba del giardino della Biblioteca Ariostea: con ogni probabilità risale alla fine dell'Ottocento, secolo in cui a Palazzo Paradiso c'era un orto botanico, successivamente spostato a Schifanoia e quindi in adiacenza a Palazzo Turchi di Bagno, sede attuale.

Una passeggiata tra i grandi alberi e i giardini dentro le mura - organizzata dall’assessorato comunale alla Cultura - ha fatto luce su alcuni luoghi della città non ancora pienamente conosciuti. C'erano oltre un centinaio di ferraresi, nella mattinata di sabato, ad ascoltare lo storico Francesco Scafuri e il botanico Giovanni Morelli, nel corso di una bella iniziativa compresa nel calendario del "Maggio Estense".

Seconda tappa del tour, il giardino di Palazzo Scroffa, in via Terranuova. Anche qui c'è un maestoso Ginkgo, ma la meraviglia è un Cercis Siliquastrum, noto come albero di Giuda: «È davvero unico, oggettivamente monumentale - spiega Morelli -. Impossibile sapere quanti anni abbia, di sicuro alcuni secoli. Oggi è puntellato, si prepara a cadere; sarà il momento in cui si ricongiunge al suolo, per poi dare vita a un nuovo albero. Uno spaccato di potenziale immortalità». Quello di Palazzo Scroffa è un vero "hortus conclusus" di stampo rinascimentale: uno splendido profumo avvisa della presenza di rose, iris, glicini, sicomori, peonie e altre piante e fiori. Il conte Francesco Scroffa, erede della famiglia che acquisì l'edificio a metà del Seicento, se ne prende cura.

La camminata prosegue su via Savonarola, dove il sagrato della chiesa di S. Girolamo è circondato da robinie, impiantate tra il 1929 e il 1931, in sostituzione di alcuni lecci. «La robinia - racconta Morelli - è una pianta oggi di scarsa nobiltà ma molto presente nel tessuto urbano. Durante il periodo napoleonico, era utilizzata per "laicizzare" i sagrati». Oggi quegli alberi sono sottoposti a un programma di recupero promosso dal Garden Club con l'obiettivo di un controllo permanente a fini di tutela.

Ultima tappa della passeggiata la zona del Montagnone, accanto alla palazzina dei Bagni Ducali. «In epoca estense - dice Scafuri - qui c'era una vera e propria Delizia, con un gran pergolato, un giardino di fiori, aiuole di bosso e piante "a fruttar gentili", come si legge nei documenti. Ma gli estensi avevano realizzato anche un'uccelliera, con galli d'India, fagiani e altri volatili". Nell'Ottocento qui verrano costruiti dei passaggi pubblici e anche un orto agrario. Il patrimonio arboreo è praticamente tutto recente, degli anni Cinquanta del '900 in poi. Tuttavia c'è un'eccezione: il bellissimo platano ottocentesco che svetta a fianco dello stabilimento ex Amga. Domina placido lo scorrere del tempo, sorvegliando i ferraresi che fanno jogging.

Fabio Terminali

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