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Palio - il corteo e le coreografie

Un grande spettacolo senza il “tutto esaurito”

Un grande spettacolo senza il “tutto esaurito”

L’iniziativa più suggestiva del mese di maggio che scandisce gli appuntamenti con il Palio è sicuramente quella che si è tenuta sabato sera in Largo Castello dove per un paio d’ore la Corte Ducale e...

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L’iniziativa più suggestiva del mese di maggio che scandisce gli appuntamenti con il Palio è sicuramente quella che si è tenuta sabato sera in Largo Castello dove per un paio d’ore la Corte Ducale e le otto Contrade hanno offerto un spettacolo straordinario, non premiato però dal tutto esaurito. Non a caso definita “Spettacoli alla Corte del Duca”, la manifestazione ha dimostrato la grande qualità raggiunta da questo evento dove un’attenta e precisa ricerca storica, l’ originalità della realizzazione, l’interpretazione curata nei particolari, i costumi e le scelte musicali la trasformano in qualcosa di più di un semplice “spettacolo”. “ Un’armonia regge i pianeti – esordisce l’astrologa di Corte che illustra al Duca gli effetti astrali al momento della sua nascita, arrivando poi ad una serie di lusinghieri risultati, mentre intorno a lei dame e cavalieri ascoltano attenti e consenzienti. Si passa invece all’uccisione di Ettore da parte di Achille quando esce il Rione di San Paolo che ha affidato alla raffinata latinista del XV secolo Costanza da Varano, il racconto del tragico combattimento, riuscendo a riportare lo spettatore all’epoca della guerra descritta da Omero. Ancora una pagina di grande letteratura è quella che ha scelto San Benedetto riferendosi al V canto dell’Inferno, dove sulla barca traghettata da Caronte vi sono Virgilio e Dante che incontrano Filippo Argenti, si riconoscono e si insultano . Una grande scenografia come ormai ci ha abituato è quella di san Giovanni dove un pozzo, diversi baldacchini creano l’atmosfera in cui visse Ludovico Ariosto il poeta di Corte, a corto di ispirazione. E’ arrabbiato e si scaglia contro i Signori dai quali invece dipende; sarà poi la visione del padre defunto ad esortarlo ad essere artefice della propria speranza. Con il Borgo di san Giorgio sebbene la performance fosse legata ad un drammatico episodio del 1385 quando la popolazione inferocita per le troppe tasse uccise facendolo a pezzi l’esattore Tommaso da Tortona, sembrava di essere ai giorni nostri, tanto che il pubblico specie quando la folla gridava “ Basta tasse! Non ce la facciamo più” ha applaudito a scena aperta. Il lato positivo di quell’episodio fu che il Duca per paura di altre sanguinose sommesse fece costruire il Castello Estense. Si torna invece alla mitica età dell’oro di Borso d’Este con Santa Maria in Vado con ninfe boschive danzanti,il Dio Pan che consola Arianna abbandonata da Teseo ma amata da Bacco che le dona un diadema d’oro poi trasformato in una costellazione.

San Luca ha scelto invece Gonnella il buffone di Corte per far sorridere la piazza; un po’ meno la duchessa a cui ha preparato uno scherzo che non accetta e cerca di punirlo; ma proprio la sua sagacia gli eviterà le bastonate. Con San Giacomo che posiziona due scenari bianchi accanto ai quali alcune bimbe ascoltano una favola prima di dormire , si ripercorre la storia dello studiolo voluto da Leonello d’Este per la Delizia di Belfiore , la sua distruzione a causa di un incendio ed il recupero almeno iconografico grazie agli scritti di Guarino Veronese. E’ Santo Spirito che chiude la serata con un apparato straordinariamente ricco che occupa tutta la piazza per ricreare il rigoglioso giardino delle Esperidi dove Hera custodisce il dono ricevuto per le sue nozze con Zeus.

Margherita Goberti

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