Bergamini, l’Erede: per prima cosa riformo la viabilità
Elezioni a Bondeno. Il candidato: parlo di progetti concreti, in parte già approvati e finanziati nel segno della continuità e della buona amministrazione
Intervista a Fabio Bergamini, candidato sindaco di Bondeno della Lega Nord, lista Uniti di Centro, E Avanti!, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Bergamini, se lei diventasse sindaco qual è la prima cosa concreta che farebbe per Bondeno?
«La prima cosa concreta che faremo è iniziare a ridisegnare la viabilità, con il nuovo ponte di Borgo Scala e il sistema di piste ciclabili. Opere già finanziate».
Perché mai i bondenesi dovrebbero votare lei o una lista che la sostiene?
«Nel segno della continuità e della buona amministrazione. Chi oggi si propone come il nuovo Bondeno l'ha già amministrata con il proprio apparato: portiamo ancora le conseguenze (penso all'ospedale, ed alla zona Ovest). Noi parliamo di progetti concreti, in parte già approvati e finanziati».
Qual è il suo modello, oppure, lei di chi si sente localmente erede?
«Non penso che esista un modello, esistono amministrazioni che sanno aprirsi al dialogo, ascoltando le persone. Poi, ci sono anche radici culturali e tradizioni, che nel nostro dna devono essere conservate e difese».
Se legge ex zuccherificio, Bergamini come reagisce?
«L'Europa ha voluto la chiusura di uno stabilimento che creava indotto e lavoro stagionale e ci siamo ritrovati il progetto di una centrale ad olio da 24 mw, che abbiamo eliminato. Nella riconversione, si sono create le condizioni per poter investire. L'area è appetibile e non rimarrà vuota a lungo».
Chi dei suoi avversari lei boccia in pieno?
«Dall'opposizione si può dire tutto e il contrario di tutto, sul volontariato (oggi per tutti una risorsa), o sulle scuole di Scortichino, che per i nostri avversari non andavano fatte, mentre ora sono un volano per l'economia. Lo sapevamo, quando abbiamo investito le risorse donate dalla Lega Nord».
Bondeno è di centro, destra o sinistra?
«Sono categorie del passato: per anni, Bondeno ha votato a sinistra a livello nazionale o regionale, pur facendo profonde distinzioni sul voto amministrativo, dove conta moltissimo la serietà degli amministratori locali e del candidato a sindaco».
Se diventasse primo cittadino di Bondeno che cosa pretenderebbe dal capoluogo Ferrara?
«Di approfittare davvero delle opportunità di avere vicina una città metropolitana, mentre ora ci troviamo in una situazione di isolamento, che ha portato Ferrara a diventare una delle città più vecchie d'Italia e con meno opportunità di sviluppo. Un territorio dovrebbe crescere in modo omogeneo».
In percentuale quante possibilità ha di vincere le elezioni? E gli altri?
«Non voglio scendere su percentuali e sondaggi, perché confido che il cittadino sappia scegliere nel modo più opportuno chi offre loro un programma concreto, realizzabile e in parte applicato, e chi invece elargisce promesse, ma si dovrà poi confrontare con la realtà».
Se dovesse perdere che cosa farà?
«Contrariamente a chi fa politica e basta, ho un lavoro in Prefettura, che mi ha consentito di conoscere le Istituzioni e il funzionamento della Cosa Pubblica. La politica per me rimarrà una passione e continuerò a lavorare per il bene della mia città».
Bergamini, sia sincero. Una lode e una critica ai bondenesi…
«Mi fermo alla lode: il 10% della popolazione attiva è impegnata nel volontariato e nel sociale. Bondeno ha grandi risorse, non mi allineo a quelli che sanno soltanto criticare il loro paese e le proprie radici».
l.n.f.
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