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L’eredità del sisma, un bilancio aperto

L’eredità del sisma, un bilancio aperto

Il punto a tre anni dal terremoto che ha sconvolto il Ferrarese Ancora 112 sfollati a Ferrara, investiti 74 milioni nella ricostruzione

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Il lungo cantiere del post terremoto finora ha assorbito, nel solo Comune di Ferrara, 74 milioni di risorse tra interventi già compiuti o in via di realizzazione. Domani, a tre anni esatti dal sisma, un convegno farà il punto sulla ricostruzione, su quanto è stato fatto e su quello che resta da fare. Un anniversario che sarà tanto lontano dalle celebrazioni quanto concentrato su dati, cifre e bilanci, come ha spiegato ieri il sindaco di Ferrara (e presidente della Provincia) Tiziano Tagliani, affiancato dagli assessori Aldo Modonesi (Lavori pubblici) e Roberta Fusari (Edilizia) e dal sindaco di Cento (nonché presidente Unione Comuni Alto Ferrarese) Piero Lodi.

Gli sfollati. Nel bilancio delle risorse sono compresi i 3,3 milioni di euro gestiti dal Centro operativo comunale accoglienza (Coc), e che in tre anni sono serviti ad assistere 1214 persone tra Contributi per l’autonoma sistemazione - Cas (582), alberghi e altre strutture (544) e piano casa (88). Attualmente, nel solo territorio comunale di Ferrara, risultano ancora 112 “sfollati” tra Cas e Piano casa.

Alloggi Acer. Buona parte delle persone rimaste senza casa era residente in un alloggio Acer: oltre 4 milioni di fondi della gestione commissariale sono serviti per intervenire su 361 alloggi inagibili, mentre restano ancora 73 abitazioni con inagibilità pesante nella zona stadio tra via Fiume e corso Piave, per i quali sono stanziati quasi 2 milioni di euro. In cantiere anche interventi su 288 alloggi Aedes con danni medio-gravi.

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Case da riparare. Quasi 400 (396)le richieste di contributo accettate, di cui 335 per ricostruzione leggera e 61 per ricostruzione pesante. A oggi sono stati firmati 303 decreti di contributo perr un totale 22 milioni e 338mila euro.

La normalità a scuola. Fin da subito il recupero degli istituti scolastici è stata una priorità, e dei 12 milioni di euro impiegati nel settore delle opere pubbliche (di cui 5,2 finanziati con rimborsi assicurativi), più della metà (6,7 milioni) è confluita nell’edilizia scolastica. Già nel settembre del 2012, pochi mesi dopo il sisma, era stata restituita l’agibilità a 30 scuole e 5 palestre, mentre risale al settembre dell’anno scorso la riqualificazione della scuola elementare Ercole Mosti di via Bologna e la costruzione della nuova materna Aquilone.

La grande bellezzaIl recupero di monumenti, chiese e palazzi storici danneggiati ha rappresentato uno dei capitoli di impegno più consistenti e “caratterizzanti” per il Comune di Ferrara, con l’impiego di 32 milioni di euro tra fondi commissariali regionali (21,5) e rimborsi assicurativi (mezzo milione). Contributi suddivisi tra Palazzi e uffici comunali (7,7 milioni), musei e biblioteche (9,8 milioni), chiese (7,2), altra edilizia (3,8) e nuove aperture (3,6). Quattro i progetti per i quali si punta, entro l’anno, ad aprire i cantieri: si tratta di Palazzo Massari e Palazzo Cavalieri di Malta (a tutt’oggi chiusi), per un intervento da 2,6 milioni di euro); la Certosa monumentale e San Cristoforo (quasi 3 milioni), l’Urban Center all’ex Mof, che sarà anche la futura sede dell’Ordine degli Architetti (1 milione e 100mila euro) e il recupero di Casa Nicolini destinata a ospitare la Sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea, per un intervento da 1,1 milioni di euro. Tra le nuove aperture si aggiunge un quinto progetto che si spera possa partire entro il 2015: si tratta del recupero di Porta Paola dove troverà sede il Centro di Documentazione Mura Estensi. In corso d’opera invece i recuperi della Torre dell’Orologio (dove sarà collocata la sede dell’Ente Palio), e quello di Palazzo Schifanoia, mentre i lavori alla Pinacoteca di Palazzo Diamanti sono ancora nella fase preliminare. In sintesi, lo stato di attuazione delle opere pubbliche vede 40 interventi con il Comune come stazione appaltante, di cui 32 sopra i 50mila euro.

Un percorso condiviso. La riforma delle Province ha privato i Comuni di un “arbitro”, ma non per questo, ha voluto sottolineare Tagliani, ci sono stati conflitti tra sindaci nel gestire le criticità: «Tra noi il rapporto di coesione e aiuto reciproco non è mai venuto meno, e trovo che sia un elemento molto significativo». Il terremoto, aggiunge, è stato un dramma costato la vita nella nostra provincia a sette persone. Ma la ricostruzione ora, come recita il sottotitolo del convegno, cambia fase. E dal momento della “lunga emergenza” si avvia a quello delle opportunità di sviluppo e di crescita. La giornata di domani servirà dunque anche a un confronto, con il coinvolgimento dei tecnici, dei problemi emersi durante la ricostruzione e le soluzioni proposte per affrontarli.

Alessandra Mura

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