Libri in alto per affossare la Buona Scuola
Sopra le teste di insegnanti e studenti tante Costituzioni. Oggi alle 17 presidio in Prefettura
A elevarsi sopra le teste degli insegnanti e degli studenti contrari alla Buona Scuola di Renzi e del ministro Giannini sono in prevalenza “Costituzioni” della Repubblica Italiana nei più diversi formati ed edizioni. Era quello il testo raccomandato da contrapporre al testo di legge per caratterizzare il flash mob che si è tenuto alle 18.30 di sul Listone. Ma la scelta era libera. Annamaria Bonsi, insegnante del Roiti, ha optato per una soluzione costituzionale di tipo infragenerazionale e ha fatto volare “La Costituzione spiegata a mia figlia” dal magistrato Giangiulio Ambrosini. «Io invece “Il mondo dei quanti”, un bellissimo libro divulgativo» dice una cittadina non docente mostrando la copertina di un libro scritto da Kenneth Ford. L’amica che insegna pittura il no a questa riforma della scuola l’ha affidato agli eccentrici svolazzi di Mirò. Il maestro Mauro Presini ha pescato tra gli scaffali di casa “Le favole al telefono” di Gianni Rodari.
Ma si trova di tutto in questa biblioteca di piazza: Francesco, studente del liceo Ariosto, ha optato per “Il nome della rosa” di Eco: «La cultura deve essere al centro di tutto». Elena, studentessa del Carducci, ha pensato che il libro giusto fosse “Lezioni italiane” del Dalai Lama perché in quelle pagine si respira l’anelito alla pace e la perseveranza nella lotta per l’affermazione delle proprie idee.
E perseveranza vuole che sindacati e associazioni studentesche tornino alla carica per stoppare il ddl che cammina in Parlamento: oggi l’appuntamento è dalle 17 alle 19 davanti alla Prefettura. Per conservare e alimentare la carica oppositrice in piazza Trento Trieste, dopo il flash mob si è andati avanti per ore tra canti (da Bella Ciao a Quel mazzolin di fiori), musica e discorsi al megafono. Le richieste: stabilizzazione dei precari, finanziamenti alla scuola pubblica, no a ruolo e poteri della dirigenza.
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