Quei vincoli contabili che frenano la ripresa
Il sindaco Tagliani contro il Patto di Stabilità: necessari nuovi spazi di manovra «Costretti alla pressione fiscale per poter spendere i rimborsi assicurativi»
Il treno della ricostruzione post terremoto viaggia su un binario a doppia velocità: le possibilità concrete e i vincoli finanziari, a cominciare dal Patto di Stabilità e continuare con la Spending Review. «Ci hanno chiamati a contribuire al risanamento del Paese alla pari di Comuni non terremotari», è la sintesi sconsolata degli amministratori.
E se Comuni e Province hanno patito più di ogni altro gli effetti degli obblighi imposti dal Patto, in presenza di situazioni straordinarie come quella di una ricostruzione post-sisma si arriva al paradosso. Non solo perché i soldi ci sono ma non si possono spendere, ma perché per poter attingere a contributi esterni, l’amministrazione deve riequilibrare l’impiego di quelle risorse ricavando pari entrate nel suo bilancio.
Il problema non si è posto l’anno scorso quando l’erogazione dei rimborsi assicurativi ha potuto essere configurata come entrata, e come tale trovare autonoma compensazione. Ma quest’anno il quadro è completamente diverso: i contributi assicurativi sono già nelle casse del Comune e per poterli usare occorre riequilibrare questa uscita con un’entrata di pari entità. Quest’ultima però, si è sfogato Tagliani, «non può essere ricavata ricorrendo all’avanzo di amministrazione, ritenuto “tossico” per il Patto di Stabilità». Le uniche strade percorribili sono le alienazioni e la fiscalità. E se le prime sono ormai arrivate a un livello limite, la conseguenza è stata quella - contestatissima - di far leva su Imu e Irpef. Per questo, ha proseguito il sindaco di Ferrara, «auspichiamo il superamento del Patto di Stabilità, una norma che non sta più in piedi, e il convegno del 20 maggio deve offrire anche una riflessione su questo tema. È un meccanismo che negli ultimi dieci anni ha danneggiato Comuni e Province e che oggi, a tre anni dal terremoto, mette i Comuni del cratere sullo stesso piano delle amministrazioni non disastrate. Nel 2015 non possiamo più contare su entrate assicurative, e in mancanza di nuove entrate siamo costretti a trovare denaro per poter impiegare quello che già abbiamo a disposizione. Ci sono 20 milioni di euro di rimborsi vincolati dal Patto di stabilità, e la manovra di bilancio con l’aumento della fiscalità è servita a ricavare uno spazio in cui muoversi all’interno di questi vincoli, per poter trasformare un lutto incancellabile in un’opportunità di riscatto. Ma per far questo non vorremmo soldi in più, ma solo spazi di manovra all’interno del Patto».(a.m.)
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