Il percorso museale c’è ma non è ben indicato
Pomposa, all’interno dell’Abbazia splendidi affreschi e diverse opere ma sono pochi i visitatori che vi accedono causa mancanza di segnaletica
POMPOSA. L’area attorno al complesso abbaziale di Pomposa ha cambiato visibilmente aspetto grazie all’apertura del sottopasso ciclopedonale, ideale termine della pista ciclabile che parte da Codigoro ed arriva in fronte al suo monumento territoriale più importante visitato e sistemazione del viale d'accesso, con pedonalizzazione, dietro la chiesa. Un’abbazia millenaria, che mantiene intatto l’invidiabile record di essere uno dei monumenti più visitati in Italia a metà strada tra Ravenna e Venezia, dove si è cambiata per sempre la storia della musica, anzi si è fatta la musica, così come la conosciamo oggi, grazie al genio di San Guido Abate. Un’area che non è solo chiesa e torre campanaria, ma anche museo, con ricchi reperti storici fatti di parti di abbazia, statue, suppellettili che arricchiscono tutta l’area al di sopra della sala delle Stilate e dell’aula capitolare con un mirabile affresco della crocefissione e dei santi che riprende lo stile degli affreschi che rendono ricca ed unica la chiesa abbaziale, per non parlare del refettorio con i suoi affreschi che tanto ricordano Giotto e Cimabue e che sanno incantare chi li osserva non senza meraviglia, il tutto affacciato su di un chiostro con la prospettiva del palazzo della ragione da dove parte il percorso museale. Perché sì, a Pomposa esiste un percorso museale, ricco ed articolato, che parla di storia, arte e cultura, peccato che pochi lo conoscano e potrebbe essere ancor più visitato ed apprezzato se fosse opportunamente segnalato. Da nessuna parte degli accessi all’area abbaziale, vi sono cartelli indicativi ed esplicativi e solo arrivando all'ingresso della chiesa abbaziale vi è una piccola indicazione che indica la possibilità di un percorso fatto di museo ed affreschi che vale veramente la pena di vedere.
Maria Rosa Bellini
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