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La riforma elettorale e la fine del bicameralismo perfetto

La riforma elettorale e la fine del bicameralismo perfetto

Il Comitato provinciale per la Costituzione di Ferrara ha compiuto 10 anni di attività e ieri in collaborazione con l’Anpi rappresentata da Daniele Civolani, ha promosso una iniziativa seminariale...

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Il Comitato provinciale per la Costituzione di Ferrara ha compiuto 10 anni di attività e ieri in collaborazione con l’Anpi rappresentata da Daniele Civolani, ha promosso una iniziativa seminariale che si è tenuta al Ridotto del Comunale alla presenza del prefetto, del questore e di numerose autorità militari e civili. Tantissimo anche il pubblico salutato da Paolo Siconolfi, presidente del comitato, che ha ringraziato il Teatro Comunale per l’ospitalità. “La riforma elettorale e la riforma costituzionale del senato” è stato il tema affrontato prima dallo stesso Siconolfi e poi dal professor Paolo Veronesi, docente di Unife, nel duplice ruolo di moderatore e provocatore. «Questa nuova riforma e la legge elettorale n° 52 del 2015 - ha esordito Veronesi - inciderà sicuramente sulla forma di governo. Il sistema che si intravede e che si delinea è l’abbandono del bicameralismo perfetto. Quando questa legge andrà in vigore il 1º luglio 2016, diversi saranno gli obiettivi da raggiungere, tra cui ridurre i tempi di decisione, anche se molto dipenderà dai rapporti fra le maggiori assemblee e creare un accordo fra centro e periferia». Dopo aver analizzato la storia del bicameralismo perfetto in questi ultimi anni, si è chiesto se il nuovo assetto del procedimento legislativo possa funzionare o se è destinato a creare ulteriori ritardi e conflitti fra le assemblee e ancora se davvero è così nefasto l’Italicum quando basterebbero poche modifiche per renderlo “buono”. A questi quesiti hanno poi risposto i costituzionalisti Augusto Barbera dell’Università di Bologna e Paolo Caretti dell’Università di Firenze: «C’è la nuova legge elettorale n. 52 non ancora in vigore ha esordito Barbera - e questo dipende dal fatto che si dovrà accompagnarla con la riforma costituzionale del bicameralismo perché i costituenti si trovano di fronte attualmente alla camera dei deputati e al senato regio». (m.g.)

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