«Medicina, tutelare la qualità e il San Giorgio diventi Irccs»
Ha “governato” per 18 anni l’Oculistica del Sant’Anna e a novembre dell’anno scorso ha “cessato il servizio” all’università pur indossando ancora la mascherina. «Lavoro nel mio ambulatorio chirurgico...
Ha “governato” per 18 anni l’Oculistica del Sant’Anna e a novembre dell’anno scorso ha “cessato il servizio” all’università pur indossando ancora la mascherina. «Lavoro nel mio ambulatorio chirurgico privato - sottolinea l’ex direttore Adolfo Sebastiani, argentano, 71 anni - e se non fosse intervenuta la legge Madia (che ha abolito il trattenimento in servizio, ndr) sarei uscito da Unife nel 2016».
Il braccio di ferro sul “pensionamento”, voluto da Unife e avversato dal professore, si era risolto davanti al Consiglio di Stato con il riconoscimento delle ragioni proposte da Sebastiani e la bocciatura delle motivazioni espresse da Unife che privilegiavano ragioni economiche e anagrafiche (il ringiovanimento dell’organico dei docenti). La legge Madia ha però “sterilizzato” l’effetto della sentenza della giustizia amministrativa. Sebastiani, che conosce bene la macchina dell’Università (è stato prorettore con delega alla sanità durante il mandato Nappi) è convinto che «ci siano parecchie cose da sistemare sia nell’ateneo che nel sistema sanitario».
La scomparsa dei professori di prima fascia da alcune discipline, ad esempio, «può generare un disequilibrio rispetto ad altre realtà universitarie. Sono molto dispiaciuto, ad esempio, per il fatto che Ferrara abbia perso la direzione amministrativa della Scuola di specializzazione in Oftalmologia, condivisa con Modena e Parma, che ora è andata a Parma».
La Scuola di Medicina di Ferrara e l’università, aggiunge, dovranno difendere con convinzione le aree che presentano «specificità e peculiarità. In caso contrario Unife rischierà di perdere una parte delle sue eccellenze».
Un tema, quest’ultimo, già comparso nella campagna elettorale del rettorato. Sulla quale Sebastiani non vuole intervenire se non per rivedere criticamente l’operato del rettore Nappi, giunto alla scadenza del mandato.
«Sono stato uno dei suoi grandi elettori, ma oggi - annuncia - non farei la stessa scelta. La sua gestione è stata grigia, burocratica e incerta con una propensione ad apportare modifiche in corso d’opera, senza una programmazione di largo respiro». Cauto ma fiducioso il giudizio sul direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, «dalle riconosciute capacità professionali e che ho avuto modo di conoscere in Regione come rappresentante degli oculisti dell’Emilia Romagna. La sua attività potrà essere valutata, tra le altre cose, da come affronterà la questione dell’Irccs della Riabilitazione che potrebbe nascere e crescere attorno al San Giorgio, in quanto la Riabilitazione è un elemento fondamentale e comune a tutte le discipline. Sarebbe un traguardo di tutto rispetto che darebbe lustro sia a Unife che alla sanità ferrarese».(gi.ca.)
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