Stalking su intera famiglia. Un incubo per le bambine
Il processo per persecuzioni sui vicini, in aula il padre racconta soprusi subiti. La moglie aveva una relazione con l’imputato
Negli anni è diventato un incubo per una famiglia, lui e lei e due figlie. Un vero incubo, visto quelli che hanno spesso le bimbe, vere vittime di questa vicenda: oltre agli incubi notturni, enuresi diurna in qualsiasi luogo pubblico, panico e terrore sentendo rumori quali moto e auto come quelle dello stalker e la necessità di farle seguire dai servizi sociali.
Lui lo stalker siede nell’aula del tribunale «scortato» e controllato a vista da tre agenti di polizia penitenziaria perché alla precedente udienza, senza controllo, aveva interrotto più volte il processo, era stato cacciato dall’aula e poi allontanato e fatto tornare a casa sua agli arresti domiciliari per stalking. P.T., l’imputato (il nome viene omesso per tutelare le bimbe) e il padre delle piccole si sono ritrovati in aula, e sia lui che l’imputato stesso hanno delineato i contorni di una vicenda con tanti lati privati («Si può fare il processo a porte chiuse?», chiede il padre), con mille sfaccettature, anche a ruoli invertiti visto che il padre della famigliola perseguitata, esasperato, picchiò lo stalker con una mazza da baseball (altro processo, a ruoli inversi). Una vicenda che vede alla base, anche, una relazione sentimentale tra lo stalker e la donna, la madre delle bimbe. Ma perchè tutti questi episodi? L’imputato nel suo interrogatorio ha spiegato tutto dicendo «ero provocato, era anche lui a picchiarmi, ma io non facevo denuncia». Denunce le ha fatte la famigliola sulle persecuzioni che durano da anni, amplificate nel 2014. Ieri in aula, il padre ha raccontato episodi di stalking, di ogni genere: investimenti, offese, minacce, tentativi di far uscire di strada la mama delle bimbe, contine pressioni sulla famiglia. Dalle minacce verbali poi alle botte ai messaggi su Whatsapp, su Facebook . Anche per far ritirare le denunce. Con tanta pazienza il giudice Attinà ieri ha gestito accusa (pm Rossetti), parte civile (Giacomo Forlani) e soprattutto la difesa (Gianluca Filippone) che ha tentato di spiegare tutto con le presunte provocazioni.
Si torna in aula il 24 giugno, altri testimoni, poi il 21 luglio, la fine di questo quasi maxiprocesso. (d.p.)
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