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La lettera

Ancora crisi nel commercio Saldo negativo di 49 imprese

di PAOLO BENASCIUTTI*
Ancora crisi nel commercio Saldo negativo di 49 imprese

di PAOLO BENASCIUTTI* I dati divulgati dall'Osservatorio Nazionale Confesercenti relativamente ai primi quattro mesi del 2015, denotano che rispetto ai timidi segnali di ripresa che riportano i vari...

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di PAOLO BENASCIUTTI*

I dati divulgati dall'Osservatorio Nazionale Confesercenti relativamente ai primi quattro mesi del 2015, denotano che rispetto ai timidi segnali di ripresa che riportano i vari comunicati emanati ultimamente, il mondo del commercio non ha ancora intercettato l'inversione di tendenza.

Nella nostra Provincia, in questo primo quadrimestre, le attività di commercio al dettaglio registrano un ulteriore decremento: 43 nuove iscrizioni a fronte di 92 cessazioni, con un saldo negativo di 49 imprese. Ma sembra essere il settore alimentare quello che mostra i segnali di maggior preoccupazione nella nostra Provincia, soprattutto se raffrontati con quelli regionali e nazionali: -2,5% le aziende di commercio al dettaglio dei prodotti alimentari rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, laddove il dato regionale è di + 1,1%, e quello nazionale -0,5%. Impietoso poi il dato delle aziende di commercio al dettaglio di frutta e verdura, che registrano un calo rispetto al primo quadrimestre dell'anno precedente del 7,8%, contro una media regionale di +1,9% ed una media nazionale di +0,5%. Non sono molto migliori i dati del commercio al dettaglio di carni: -3,8% il dato su base annua contro un -0,3% regionale e -1,6% nazionale.

In merito ai volumi di vendita, complessivamente il calo per le piccole superfici è stato del 9,7% nel periodo 2010/2014, contro una diminuzione dell'1,7% nella GDO. Un ulteriore dato in controtendenza nella nostra provincia è quello delle imprese che operano nel commercio ambulante: il saldo dei primi quattro mesi è negativo di 14 unità, laddove i dati nazionali lo contraddistinguono come unico settore a registrare dati positivi.

Questi dati dovrebbero far riflettere chi amministra il nostro territorio. Un territorio contraddistinto per l'eccessiva proliferazione delle grandi superfici che quotidianamente impoveriscono il nostro già critico equilibrio economico. Le piccole attività non sono destinate a chiudere a priori.

Chiudono perché le scelte vanno chiaramente in direzioni diverse. E' ora di invertire questa tendenza. Il dato eclatante che dimostra come le scelte di questi ultimi tempi non siano lungimiranti è il calo anche di un settore sorprendentemente resistente, quello degli ambulanti che in tutta l'Italia cresce e nel nostro territorio cala. Su questi regna l'incertezza, a dimostrazione che le scelte non scelte a volte sono le peggiori.

È stata una azione coraggiosa e consapevole quella di Confesercenti di non firmare i nuovi contratti del lavoro del terziario commercio e turismo. Sappiamo di contratti firmati, peggiorativi per i dipendenti, e che creeranno concorrenza sleale nel settore del commercio ma soprattutto, a differenza di chi ha recentemente sottoscritto nel nostro settore un rinnovo contrattuale, in questo caso più oneroso per le aziende, riteniamo che i dati sopra riportati ci confermano purtroppo che non ne sussistono i presupposti. Inoltre sarebbe giusto incominciare a ragionare per caratterizzare nei nuovi accordi le differenze tra esercizi di vicinato e grandi superfici.

Ferrara attraversa uno dei momenti di buio economico più profondo dal dopoguerra ad oggi occorre fare attenzione alle scelte che riguardano le aziende, non si può pensare di ignorare l'evidenza non facendo nulla.

Non saranno i soli eventi a risollevare questo territorio, un attento occhio alle tariffe può essere un modo di ricominciare, un agevolare l'inserimento delle aziende in centro storico e nei comuni della provincia con interventi mirati a chi assume o a chi ha il coraggio di aprire una nuova attività.

. *presidente Confesercenti

di Ferrara

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